Interrogazione e risposta colloquio multilinguismo

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INTERROGAZIONE SCRITTA E-1664/03
di Cristiana Muscardini (UEN) alla Commissione
(08 maggio 2003)

Oggetto: Annullamento del colloquio sul multilinguismo

Se sono bene informata, la Commissione aveva acconsentito a finanziare lo svolgimento di un “colloquio sul multilinguismo nelle istituzioni europee e in Europa”, le cui date erano state fissate per il 5 e 6 maggio 2003. Sempre se le mie informazioni sono esatte, la Commissione aveva proposto di tenere una riunione preparatoria per predisporre i temi da trattare, riunione che ha avuto luogo il 27 e 28 gennaio 2003, con la partecipazione di esperti degli Stati membri, rappresentati da personalità di alto livello culturale.
A dispetto del successo, a quanto mi è stato riferito, ottenuto dalla riunione preparatoria, la Commissione ha deciso di annullare il colloquio già programmato.
1. Può la Commissione riferire le ragioni dell'annullamento?
2. Non crede che con questa decisione sia venuta meno ad una delle sue prerogative istituzionali, quella cioè di individuare l'interesse generale e fare proposte per salvaguardarlo, oltre che ad un impegno preso nei confronti degli esperti e dei rappresentanti della società civile che sono all'origine dell'idea di tenere questo colloquio?
3. Non ritiene indispensabile, nel rispetto delle diversità culturali dei Paesi dell'Unione, giungere ad un armonico equilibrio tra lingue e popolazione, onde evitare, non favorendo il multilinguismo, di colonizzare queste culture differenti e di renderle afone?
4. Non crede che ci sia una relazione stretta tra la lingua e l'identità di un popolo, e che, escludendo la prima, si operi per abolire e proscrivere anche la seconda?
5. Non considera opportuno riprendere in tempi brevi l'idea dell'organizzazione del colloquio sul valore del multinguismo?

E-1664/03IT
Risposta data dal signor Kinnock a nome della Commissione
(10 luglio 2003)

Dando seguito ad un'iniziativa partita da diversi organismi interessati alle politiche linguistiche era stato programmato un convegno sul multilinguismo nell'Unione allargata e nelle sue istituzioni che avrebbe dovuto svolgersi il 5 e il 6 maggio 2003, presso il Parlamento europeo.

In preparazione di tale convegno la Commissione ha organizzato e finanziato una riunione con esperti linguistici degli Stati membri, che si è tenuta il 27 e 28 gennaio 2003.

Le difficoltà di natura logistica connesse all'organizzazione di un evento così importante entro il termine stabilito hanno tuttavia indotto a rinviare ad una data successiva – e non ad annullare, come afferma l'onorevole parlamentare nella sua interrogazione – il convegno in questione.

La Commissione ha poi convenuto che il progetto poteva e doveva essere rilanciato su nuove basi. Gli Istituti di lingua e cultura e l'Observatoire international de la langue française (OILF), che avevano organizzato insieme alla Commissione e al Parlamento la riunione preparatoria del gennaio scorso, sono stati invitati, insieme ad altri organismi, a elaborare una proposta per l'organizzazione di questo futuro convegno, definendone i criteri e i costi.

Alla luce della proposta che le verrà presentata, la Commissione considererà la possibilità di fornire il supporto tecnico necessario per la preparazione del convegno, ponendo come ragionevole condizione che gli Istituti e l'OILF si facciano parte dirigente nella sua organizzazione.

Questa soluzione rispecchia la volontà della Commissione di contribuire a promuovere un fruttuoso dibattito esterno sui diversi aspetti del multilinguismo e di adempiere all'obbligo che incombe su di essa, ai sensi del trattato UE e del proprio regolamento interno, di garantire la messa in pratica del multilinguismo da parte dei suoi servizi linguistici con misure
pragmatiche. Niente di quello che la Commissione ha fatto o intende fare potrebbe mai essere ragionevolmente descritto come tendente ad “escludere” una lingua o ad “abolire e proscriverne” l'identità. Al contrario, ogni iniziativa e ogni intervento politico della Commissione è animato dall'impegno di promuovere la diversità e la specificità culturale, linguistica e personale.

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