Insegnare inglese nella scuola primaria in stile…A wana gana

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Roberto Sconocchini – Ricordate il celebre film "Un americano a Roma"? Nei primi anni 50 Alberto Sordi in un’Italia che riemerge a fatica dai disastri della guerra e che viene conquistata dalle mode in arrivo da oltreoceano, si atteggia a modello di uomo al passo coi tempi, parlando un inglese completamente inventato.
Più o meno quello che potrà capitare nelle scuole primarie dal prossimo anno scolastico….

Si perchè a leggere la bozza del piano di formazione in lingua inglese per i docenti di scuola primaria c’è davvero da mettersi le mani nei capelli! All’inizio, sinceramente, pensavo fosse uno scherzo, ma la distanza dal 1 aprile mi ha confermato che purtroppo si tratta di realtà!

Vorrei fare una premessa importante. Fino ad oggi per insegnare la lingua inglese nella scuola primaria occorrevano uno tra questi requisiti:

* essere in possesso della specifica laurea in lingue;
* essere in possesso di laurea in scienze della formazione primaria e aver sostenuto durante gli studi gli esami necessari per ottenere l’abilitazione all’insegnamento dell’inglese
* aver superato specifica prova di abilitazione al concorso ordinario per l’insegnamento nella scuola primaria
* aver frequentato uno specifico corso di formazione triennale istituito dal Ministero, prima di 500 ore, poi di 400 ed aver sostenuto i vari esami per arrivare alla certificazione PET
* attestazione dell’insegnamento all’estero per almeno 5 anni con collocamento fuori ruolo relativamente all’area linguistica inglese rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri.

Ricordo che i Dirigenti Scolastici erano diffidati dall’impiegare nell’insegnamento docenti al terzo anno di formazione, anche se con più di 300 ore di corso alle spalle, sprovvisti del livello B1!
Ora che succede? La necessità assoluta di tagliare i posti di insegnanti specialisti (4.500 solo quest’anno) ha indotto il ministro a ritenere improvvisamente idoneo all’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria un insegnante che, partendo da un livello 0, abbia frequentato 25 -30 ore in presenza e 20 ore online assistito da un tutor per ben 5 ore! Ovviamente è anche prevista una verifica di competenza acquisita che può essere soltanto una presa in giro se parliamo di vera e propria alfabetizzazione.

Certo, quel docente poi proseguirà il suo iter di formazione per altri 2 anni in un modello che prevede 90 ore complessive in presenza e 250 online, una soluzione fai da te che poco si addice ad un percorso di acquisizione di competenze linguistiche in cui l’apprendimento di una corretta pronuncia richiede molto tempo e molte verifiche in presenza (nell’attuale formazione esiste anche una minima quota di ore online che viene proposta a fine corso).

Sarebbe poi curioso sapere come sarà possibile acquisire la certificazione B1con una preparazione di questo tipo, considerato che le colleghe della mia scuola che per 3 anni hanno frequentato la formazione con docenti universitari di madrelingua, si sono ritrovate a dover affrontare un esame estramente selettivo, coordinato dal Cambridge University e che considera conseguito il livello al raggiungimento di un punteggio di almeno 70/100! Magari riusciremo ad inventarci un esamuccio iall’ialiana in deroga a quanto previsto dal Quadro Comune Europeo di Riferimento…

Dunque quei 2000 docenti che avranno appena iniziato il loro iter formativo saranno mandati allo sbaraglio già da settembre 2010, naturalmente accompagnati da un’assistenza continua (sarebbe curioso sapere come e quando..), in qualsiasi classe. Immagino che qualcuno obietterà sostenendo che il Regolamento emanato con DPR 81 del 20 marzo 2009 recante "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica ed il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane" (avrebbero potuto risparmiare sulle battute chiamandola "Norme relative al taglio del personale scolastico"), indica che i docenti impegnati nel Piano di formazione per lo sviluppo delle competenze linguistico – comunicative e metodologico – didattiche in lingua inglese potranno essere utilizzati nelle prime due classi di scuola primaria. Se leggete la bozza che allego, nella prima parte Contesto, è scritto "I docenti dopo il primo anno di formazione sono impegnati preferibilmente nelle prime due classi di scuola primaria…" e quell’avverbio in realtà consente l’utilizzo di questi insegnanti in ogni classe, a seconda delle necessità di ogni singolo Istituto.

Trovo davvero sconcertante esporre dei maestri all’umiliazione di propmuovere percorsi didattici in classe nella più completa approssimazione, al confronto con colleghi in possesso di competenze ben più adeguate e, quel che è peggio, trovo completamente miope rinunciare a priori ad utilizzare appieno le capacità e l’esperienza acquisita dagli specialisti che in realtà non "spariscono" ma vengono riassorbiti come docenti comuni.

Insomma si tratta dell’ennesimo attacco alla credibilità della scuola italiana e del graduale smantellamento delle migliori esperienze nella scuola elementare che politiche del passato ben più avvedute erano riuscite a promuovere. Prima il modulo organizzativo con le compresenze, ora la formazione linguistica per l’inglese, arrivano segnali che vanno nell’unica direzione del contenimento dei costi e dell’abbassamento della qualità dei servizi.

Ma vedrete che alla fine riusciranno a spacciare l’ennesima sforbiciata alla nostra scuola pubblica come riforma epocale…
Come diceva l’Albertone in quel film? "Maccarone, m’hai provocato e io me te magno…."

http://www.orizzontescuola.it/node/5922




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