Iniziativa dell’ERA su Tiscali

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10/12/2004, Fatto del giorno su Tiscali

Entro il 2015 metа del mondo parlerа l'inglese. Cosa ne pensi?

Entro il 2015 metа del pianeta parlerа l'inglese. Se qualcuno pensava che l'Impero britannico fosse ormai cosa passata, ha sbagliato di grosso: le maglie dell'idioma di Sua Maestа si stanno infatti estendendo in maniera tale che di qui a un decennio circa tre miliardi di persone avranno abbandonato la propria lingua nativa. A questi si aggiungano poi i due miliardi che lo studieranno. A sostenerlo и David Graddol del dipartimento di lingue della Open University in un rapporto intitolato “The Future of English”, presentato a una conferenza a Edimburgo del British Council sull'istruzione internazionale.
L'inglese e l'Italia – Effettivamente, lo studio della lingua inglese appare in crescita in moltissimi paesi e, non ultimo, in Italia dove, non solo и stato introdotto nella riforma della scuola giа dai primissimi anni, ma alcuni termini anglosassoni sono stati addirittura inseriti nella terminologia istituzionale (vedi per esempio il ministero del “Welfare” che ha sostituito il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali).
Il futuro delle lingue europee – Secondo lo studio tra le lingue in declino non ci sarebbero solo le lingue cosiddette minoritarie ma anche quelle dei grandi stati nazionali quali il francese, il tedesco, l'italiano. Il francese in particolare – “lingua internazionale” nell'Ottocento e nei primi del Novecento – vivrа un progressivo declino, mentre il tedesco sarа parlato come lingua straniera da un numero crescente di persone, in particolare in Asia. Lo spagnolo manterrа la sua diffusione (America latina e Asia). Ma l'inglese – sempre secondo lo studio – non rimarrа a lungo lingua maggioritaria, perchè entro il 2050 l'idioma di Blair e Bush subirа un arresto. A vincere saranno dunque gli idiomi parlati attualmente da un maggior numero di persone: il cinese, lo spagnolo e l'arabo.
Contro lo “strapotere” dell'inglese – Sono molti tra linguisti, “puristi” e movimenti politici che, nell'estremo tentativo di salvare le diversitа idiomatiche, respingono il dilagare dell'inglese individuandolo come “danno irreparabile” per le culture del mondo. Anche di quella italiana. Non manca nemmeno chi punta l'indice contro la “discriminazione linguistica” di fatto attuata dall'Unione Europea, colpevole di preferire l'inglese alle altre lingue ufficiali (per i trattati tutte con uguale dignitа).

L'iniziativa dei Radicali – Tra le varie iniziative, spicca una campagna messa in campo dai Radicali che parlano di gravissime perdite per il nostro paese e per i consociati europei in termini strettamente economici. In particolare, secondo i Radicali, gli inglesi si trovano avvantaggiati in termini di “materiale pedagogico” – nel senso che madrelingua saranno sempre e solo loro con conseguenze sulla scelta degli insegnanti in tutti i paesi “apprendisti” – e di risparmio di risorse che, mentre tutti gli altri dovranno impiegare nell'insegnamento e nell'apprendimento dell'inglese, loro portanno destinare ad altre fonti di sviluppo e ricerca. A riprova di questo, i Radicali indicano il fatto che i sudditi di Sua Maestа non saranno mai obbligati a studiare altre lingue perchè portanno tranquillamente comunicare con quella di casa loro.
Attenzione, inglesi! – Secondo il professor David Graddol perт, gli inglesi non sono esonerati dall'accostarsi ad altre parlate, sia perchè l'arabo o il cinese potrebbero tra qualche anno prendere il sopravvento e sia perchè “il fatto che il mondo stia imparando l'inglese non è un fattore positivo per chi è madre lingua inglese e non parla altre lingue”. Attenti dunque alle inversioni di tendenza.

Il link per l'articolo su tiscali è: http://notizie.tiscali.it/societa/articoli/200412/10/lingue_inglese.html
Insieme all'articolo c'è il link per visualizzare in dettaglio l'ultima iniziativa dell'Associazione Radicale Esperanto: “Far imparare una lingua anche agli inglesi”
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