INGLESE SCOLASTICO: ECCO IL PROBLEMA

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884, 3-Dic-98, 18:44, I—–, 1873, D.Giglioli, IT, Firenze

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Dal settimanale “Anna”, dicembre 1998, all'interno di un servizio intitolato “Non parlo lo straniero”. ” Dalle elementari in poi, un vero disastro. ” Inglese scolastico: ecco il problema.” ” I programmi sono sempre gli stessi. Puntano troppo sullo scritto e trascurano la conversazione”. ” Cantano in coro le canzoni delle Spice Girls o di Madonna. Ma quanti conoscono il significato delle parole? Sanno dire ” the dog is black” o “the cat is near the window”, ma sono muti come un pesce quando si tratta di sostenere una conversazione. Perchè i nostri figli sono in panne con l'inglese? “La scuola non basta” dice Gianfranco Porcelli, esperto di glottodidattica e ordinario di linguistica inglese all'Università Cattolica di Milano. “Prendiamo le medie: tre ore settimanali servono poco. Anche perchè il programma presuppone che alla fine dei tre anni il ragazzo possa interrompere gli studi, quindi l'insegnante deve dargli una conoscenza generale di base. Cio' significa che ad un certo punto si smette di insegnare a parlare la lingua e ci si occupa di argomenti come la letteratura e la civiltà. Chi si ferma alla licenza media deve avere una visione d'insieme. Ma al giorno d'oggi quanti lasciano la scuola a questo punto? Di solito si va avanti almeno per un paio d'anni. E quando si arriva al liceo si pone lo stesso problema. Gli insegnanti dicono: l'inglese alle medie non s'impara. E ricominciano con i primi rudimenti. Insomma, non c'è progressione nè continuità. Ogni volta si parte da zero. Dalle elementari alla maturità si fanno corsi per principianti”. Atro problema, la rigidit… del sistema scolastico, che a parole invoca libertà ma di fatto, dice il professore, “è allergico all'ozionalità”. Ovvero, pretende di insegnare tutto a tutti. Senza dare alternativa. Forse, se seguire o no un corso di lingue fosse facoltativo, le cose andrebbero meglio…”
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