Inglese per non piangere

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Troppo international

Sophia, per dominare le emozioni tu vuo’ fa’ l’americana

A Cortona la Loren presenta il figlio direttore d’orchestra. E sul palco parla solo inglese. I toscani la criticano. Ma un’ammiratrice la difende: “Non usa l’italiano per non commuoversi troppo”

di Annamaria D’Urso

“Mamma, sono tutti inca… con te!”. Carlo Ponti Jr. ride, ma Sophia Loren, madrina a Cortona del Tuscan Sun Festival, l’ ha combinata grossa. Presentando il figlio, che sul palco dirigeva il concerto di gala in memoria di Carlo Ponti, ha rivolto alla platea internazionale poche frasi, rigorosamente in inglese. Neppure un “ciao” né un “grazie” nella lingua di Dante. Cortona non ha gradito. Stupito il sindaco, perplesso e ironico il pubblico (“Mastella, seduto in prima fila, avrà capito?”). Persino gli americani che affollavano piazza Signorelli sussurravano: “Strange… Why Sophia does not speak “italiano” in Italy?”. Dal backastage è partita subito la difesa d’ufficio: “Era troppo emozionata, si è confusa, parlava in inglese con gli organizzatori prima di salire sul palco, e ha continuato”. La gaffe di Sophia ha vivacizzato la cena di gala a lume di candela nella villa del conte Passerini…

Anche l’indomani a Cortona non si parlava d’altro. “Che scortese”, mormoravano contesse toscane e milionarie americane innamorate della Valdichiana.

Caterina, fan italoamericana, al concerto con il libro di ricette della Loren in borsa, la difende a oltranza: “Non capite: l’italiano è per lei la lingua del cuore. Ricordando il marito, senza l’inglese si sarebbe commossa troppo”.

(Da Anna n. 33, agosto – 2007).

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