Inglese alle elementari, il grande caos‏

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Mar, 20/09/2011 – 07:12
red – Delle tre "I" della Moratti, la Gelmini mi scivolò sull'Inglese. Docenti non formati, insufficienti e orario in tilt: un comunicato della FLCGIL sull'argomento mette in risalto carenze e forzature di una scuola asservita al risparmio e ai tagli.

Con la riforma si è detto addio agli insegnanti specializzati di inglese, la lingua dovrà essere insegnanta dai docenti curriculari.

Ma le scuole sono andate in tilt. Da un lato i 9.000 specialisti che coprivano all'incirca 54.000 classi dovevano essere sostituiti dai docenti curriculari, ma dopo un corso di formazione. In realtà il MIUR ha avviato corsi per 2000 maestre e maestri, a fronte di un fabbisogno di 25.000.

Dall'altro l'orario delle scuole è andato in tilt, dal momento che i docenti in grado di svolgere tale funzione sono limitati. Così le scuole hanno dovuto avviare degli escamotage. Ad esempio in molti casi si obbliga che ad insegnare l'inglese siano gli insegnanti di altre classi, stravolgendo la didattica, o imponendo un orario aggiuntivo, insegnando inglese in un numero imprecisato di classi e senza la certezza del pagamento delle ore aggiuntive.

Escamotage che in realtà violano la normativa, dal momento che la circolare n. 63 del 13 luglio 2011 impone che, leggiamo dal comunicato FLCGIL, "il docente titolare di posto comune in possesso del titolo per insegnare la lingua inglese è tenuto ad operare "anche" per la lingua inglese, ma sullo stesso numero di classi che sono previste per tutti gli altri docenti e mai in altre classi "solo" per la lingua inglese". Il sindacato ,inoltre, sottolinea che"che qualunque utilizzazione del personale deve passare attraverso la contrattazione di istituto".

Orizzonte Scuola (Comunicati Stampa)




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