INDIA: proteste contro i progetti delle compagnie di acciao in Orissa e Jharkhand
INDIA: proteste delle comunita’ indigene potrebbero bloccare due progetti per lo sfruttamento di acciaio

Le proteste delle comunita’ indigene negli stati di Orissa e Jharkhand potrebbero bloccare i progetti di investimento di due delle piu’ grandi compagnie produttrici di acciaio al mondo: la ArcelorMittal e la Posco.
I progetti di investimento delle due compagnie, del valore di 82 miliardi di dollari, sono al momento bloccati per ritardi nel processo di acquisizione della terra e delle autorizzazioni ambientali. I progetti richiederebbero infatti lo spostamento di agricoltori e comunita’ tribali che vivono della terra, per fare posto alle industrie.
La volonta’ delle compagnie per poter proseguire i progetti e’ dettata dal fatto che lo sfruttamento dell’acciaio e’ un investimento molto proficuo in India, ove si prevede una crescita del 10% nella domanda dell’acciaio nel prossimo decennio. Secondo fonti governative indiane, ben il 66% del fabbisogno di acciaio per la prossima decade dovrebbe provenire proprio dalle regioni di Orissa e Jharkhand, dove abbondano ferro, acqua e carbone, necessari alla produzione.
Nonostante la compagnia sud coreana Pisco abbia manifestato l’intenzione di offrire compensi finanziari e impiego nel progetto, le comunita’ indigene non fermano la protesta, ribadendo che gli impieghi non sarebbero a disposizione delle comunita’ locali, tradizionalmente impiegate in agricoltura o in economie legate alla foresta e alla pastorizia, e con una scarsa alfabetizzazione.
L’identita’ tribale e’ inoltre legata alla terra, alle foeste e all’acqua e in caso di migrazione forzata delle comunita’ indigene l’identita’ culturale e sociale delle tribu’ verrebbe distrutta. Senza agricoltura e foreste sarebbe a rischio al stessa esistenza fisica delle tribu’.
La battaglia indigena negli stati di Orissa e Jharkhand si connota cosi’ come la battaglia per la salvaguardia non solo dei diritti dei popoli indigeni a disporre della terra e a partecipare allo sviluppo nei territori di loro interesse, ma anche come una protesta per la salvaguardia dell’ambiente, delle foreste, delle culture e dei valori sociali.

Nello stato di Orissa un’altra compagnia mineraria, la Vedanta, si trova alle prese con le proteste dei Dongria Kondh, un gruppo tribale che chiede la chiusura delle miniere di uranio e di bauxite, che stanno inquinando fortemente la regione.

Il 13 settembre 2007 l’India aveva votato la Dichiarazione Universale dei Diritti dei popoli Indigeni, approvata dall’Assemblea Generale, con cui viene sancito il diritto dei popoli indigeni alla partecipazione allo sviluppo tranne un consenso previo, libero e informato.

Fonte: Wall Street journal, 26 ottobre 2009
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