INCONTRO A MILANO TRA RADICALI E UIL SCUOLA PER DISCUTERE DI LINGUE DOPO LA RIFORMA

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INCONTRO A MILANO TRA RADICALI E UIL SCUOLA PER DISCUTERE DI LINGUE DOPO LA RIFORMA.

Nella sede della Uil Scuola di Milano si sono incontrati il Segretario provinciale Leonardo Donofrio ed il Vice-Segretario dell’Associazione Radicale “Esperanto” Lapo Orlandi, a seguito della pubblicazione del DM 17/10/2005 che prevede la possibilità di usufruire delle ore di seconda lingua straniera per l’insegnamento dell’inglese durante tutto il secondo ciclo d’istruzione. Il Decreto si pone inoltre nell’ottica di far “conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese analogo a quello della lingua italiana”.

Secondo Orlandi “c’è da aspettarsi un ulteriore passo verso l’auto-colonizzazione linguistica, come l’insegnamento di buona parte delle altre materie in lingua inglese, con conseguente trasferimento di risorse, in questo caso pubbliche, verso l’economia inglese. Trasferimento ulteriore rispetto ai 18 miliardi di euro l’anno che i paesi non anglofoni dell’Unione già regalano ogni anno alla Gran Bretagna, secondo quanto denunciato nel Rapporto Grin pubblicato dal francese “Haut Conseil Pour l’Evaluation de l’Ecole”. A meno che il Governo non intenda dire che il suo obiettivo è quello di abbassare vieppiù la conoscenza della lingua italiana che, da ricerche recentemente comparse sulla stampa nazionale, ad oggi è insufficiente per quasi la metà degli studenti delle medie inferiori e per un terzo degli italiani sarebbe addirittura a livello di analfabetismo.”

Ad ogni modo, la UIL Scuola ha ribadito la sua preoccupazione per il rischio che tale situazione porti ad esuberi tra il personale scolastico, ed in particolare per i docenti di seconda lingua, in assenza di un adeguato piano di riconversione e ricordato, come ha fatto recentemente anche l’ANILS, gli impegni presi dall’Italia in sede comunitaria – come ad esempio l’obiettivo di Lisbona di portare i cittadini all’utilizzo di almeno due lingue straniere – al fine di garantire il massimo plurilinguismo nell’insegnamento delle lingue straniere.

Da questo punto di vista si è preso atto con soddisfazione della risposta del Commissario Figel ad alcune interrogazioni degli europarlamentari Bonino e Pannella nella quale la riforma Moratti veniva di fatto criticata proprio perché non conforme alle risoluzioni del Consiglio in materia di diversificazione dell’offerta linguistica nell’insegnamento.

Consapevoli dei vantaggi che l’orientamento linguistico in esperanto, secondo il cosiddetto metodo di Paderborn, porterebbe al sistema scolastico e ricordando che alcuni parlamentari del centrosinistra hanno presentato un disegno di legge per introdurre l’insegnamento dell’esperanto come seconda lingua straniera, Donofrio e Orlandi hanno concordato che l’alternativa linguainternazionalista è una prospettiva da esplorare anche al fine di salvaguardare lingue e multilinguismo, difendere ed incentivare l’occupazione e la democrazia nella Scuola, ritenendo utile a tal fine l’avvio di una collaborazione tra le due Organizzazioni.

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