In parrocchia corsi di lingua italiana per stranieri‏

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Al Sacro Cuore di Gesù, a ponte Mammolo, dal 12 ottobre lezioni tenute da docenti delle università di Perugia e Siena. Al termine un esame e un attestato con valore legale nella comunità europea di Francesca Samà

Per il settimo anno consecutivo la parrocchia Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo (via Casal de Pazzi, 88) ripropone i corsi di lingua italiana per stranieri. Carlo Valanzuolo, operatore Caritas della parrocchia e da sempre organizzatore delle lezioni, spiega che «rientrano nell’ambito della rete delle scuole migranti del Lazio». La novità di quest’anno è che gli iscritti «potranno affrontare un esame scritto nei locali dell’oratorio parrocchiale preparato da docenti delle università di Perugia e Siena. Chi le supera riceverà un attestato con valore legale nella Comunità europea». Un test utile per ottenere lacertificazione necessaria al rilascio dei permessi di soggiorno per i soggiornanti di lungo periodo. Il progetto, chiarisce l’operatore Caritas, «rientra nell’ambito di un accordo con il IV Centro territoriale permanente del Comune per il rilascio di questi attestati».Le lezioni inizieranno mercoledì 12 ottobre alle 19 nei locali della parrocchia Sacro Cuore di Gesù e saranno tenute da insegnanti professionisti. Si svolgeranno il mercoledì, il giovedì e il venerdì di ogni settimana dalle 19 alle 20.30. L’iniziativa dovrebbe chiudersi a gennaio: «È infatti ancora da decidere – spiega Valanzuolo – «se tenere due corsi o uno solo, che potrebbe concludersi a giugno». Tre i livelli dei corsi, articolati a seconda della conoscenza che gli iscritti hanno della lingua italiana: «Il livello base – afferma Valanzuolo – è quello dell’alfabetizzazione, seguono poi i livelli intermedio ed avanzato».È possibile effettuare l’iscrizione rivolgendosi alla segreteria della parrocchia o lo stesso 12 ottobre alla prima lezione. I corsi degli scorsi anni, ricorda con orgoglio l’organizzatore, «hanno sempre avuto una grande affluenza. L’ultimo ciclo di lezioni ad esempio è stato seguito da 137 immigrati, appartenenti ad almeno 15 nazionalità». Lo scorso anno, racconta, «oltre ai corsi di lingua italiana è stato organizzato un ciclo di lezioni di educazione civica che ha visto la partecipazione di 15 persone, e l’esperienza potrebbe essere ripetuta qualora ve ne fosse la richiesta». Difficoltà invece per riproporre l’esperienza del doposcuola, fatta sempre lo scorso anno, per i figli degli immigrati che frequentano le scuole romane. I ragazzi, chiarisce infatti Valanzuolo, «hanno bisogno d’essere seguiti singolarmente e non è facile raggiungere un elevato numero di volontari». 28 settembre 2011

Romasette.it




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