In omaggio a Primo Levi tutti gli studiosi stranieri si esprimono in lingua italiana

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CULTURA ITALIANA NEL MONDO – DEDICATO A PRIMO LEVI A 25 ANNI DALLA MORTE SIMPOSIO INTERNAZIONALE: INTERVENTI IN LINGUA ITALIANA DA RELATORI PROVENIENTI DA 10 ATENEI ESTERI

Dal 27 al 30 marzo si terrà a Roma un simposio internazionale in memoria di Primo Levi a venticinque anni dalla morte.
Il convegno è promosso dal Master internazionale di II livello in didattica della Shoah dell’Università Roma Tre, diretto dal professor David Meghnagi, con la partecipazione di Europa Ricerca Onlus ed i patrocini del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Il Symposium si articola in quattro giornate e sette sessioni ospitate il 27 e 28 marzo 2012 dalla Casa delle Letterature (Piazza dell’Orologio, 3) e il 29 e 30 marzo 2012 dalla Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (via Santa Maria in via, 37).
Il convegno romano partecipa e in parte anticipa le numerose iniziative che a livello internazionale mondiale indagano il lascito dello scrittore torinese.
Nel corso delle 4 giornate porteranno il loro contributo 31 relatori, studiosi dell’opera di Levi, provenienti da Argentina, Francia, Regno Unito, Repubblica Federale Tedesca, Romania, Israele e Stati Uniti che affronteranno temi quali l’antropologia filosofica di Levi, il rapporto di Primo Levi con le lingue, il contributo di Primo Levi alla elaborazione del lutto tra i sopravvissuti alla dittatura militare in Argentina, la recezione di Primo Levi in Germania e Romania, Stati Uniti, le stilizzazioni dell’amore nella sua opera, il contributo allo sviluppo del sentimento di una cittadinanza condivisa e alla ricerca psicologica, etnologica e filosofica. Tutti gli studiosi stranieri hanno scelto di esprimersi in Italiano in omaggio alla lingua di Primo Levi.
Gli studiosi italiani provengono da 10 diversi atenei e indagheranno temi inerenti la linguistica così come il contesto storico, gli aspetti peculiari della scrittura di Levi. Il convegno raccoglierà i contributi di persone con le professionalità più diverse ma che hanno dedicato una parte importante della loro attività allo studio dell’opera di Levi.
Coordinatore scientifico del progetto è David Meghnagi Direttore del Master internazionale di II livello in didattica della Shoah di Roma Tre e Presidente della Commissione convegni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Roma Tre. Una collaborazione preziosa è pervenuta dallo staff della Casa delle letterature guidato dalla dottoressa Maria Ida Gaeta e dallo staff guidato dalla Consigliere Anna Nardini del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il Comitato d’onore per la promozione dell’evento è composto da: Edith Bruck, scrittrice; Riccardo Di Segni, Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma; Guido Fabiani, Rettore dell’Università Roma Tre; Giovanni Maria Flick, Presidente emerito della Corte costituzionale; Renzo Gattegna, Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane; Giuseppe Laras, già Presidente dell’Assemblea rabbinica italiana; Amos Luzzatto, già presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane; Dina Porat, Head of the Kantor Center for the Study of Contemporary European Jewry, Tel Aviv University; Francesco Profumo, Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca; Luciano Violante, Presidente emerito della Camera dei Deputati.
Il Comitato scientifico è composto da: Riccardo Calimani, Presidente del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara; Roberto Cipriani, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’educazione, Roma Tre; Rino Caputo, Preside della Facoltà di Lettere, Università Tor Vergata; Giovanna Grenga docente al Master internazionale di II livello in didattica della Shoah; Claudia Hassan, docente all’Università di Roma di Tor Vergata; Maria Ida Gaeta, Direttore della Casa della Letterature di Roma; Natalia Indrimi, Executive Director del Centro Primo Levi di New York; Fabio Levi, Direttore del Centro Primo Levi di Torino; Brunello Mantelli, professore associato all’Università di Torino; Stefano Petrucciani, Direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Università La Sapienza; Frediano Sessi, docente all’Università di Brescia.
La sessione del 27 pomeriggio presso la Casa delle Letterature sarà un omaggio delle scuole romane all’opera di Levi attraverso le letture di testi da parte degli allievi e dei loro docenti. Alcuni testimoni leggeranno pagine dall’opera di Levi con l’accompagnamento di un ensemble giovanile di flauti. A conclusione della sessione del 29 marzo presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, la cantante Miriam Meghnagi presenterà la sua performance dal titolo "Verso dove viaggio" con i versi di Primo Levi e Paul Celan.
(Da italiannetwork.it, 23/03/2012).




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Primo Levi, parole contro il caos<br />
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di Lauretta Colonnelli<br />
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Sono passati venticinque anni dall'undici aprile del 1987, quando il corpo di Primo Levi fu trovato esanime in fondo alla tromba delle scale della sua casa, in un palazzo torinese. Per ricordare lo scrittore, considerato ormai un classico della letteratura mondiale, soprattutto grazie al romanzo autobiografico «Se questo è un uomo» che racconta la devastante esperienza nel lager di Auschwitz, sono arrivati a Roma una trentina di studiosi provenienti da tutto il mondo. Riuniti in un symposium, che è stato inaugurato ieri alla Casa delle Letterature e proseguirà fino al 30 marzo nella Sala polifunzionale del Consiglio dei ministri (via Santa Maria in via, 37) sotto la direzione di David Meghnagi, discuteranno dell'antropologia filosofica di Levi, del suo rapporto con le lingue, del suo contributo all'elaborazione del lutto tra i sopravvissuti alla dittatura militare in Argentina, di come le sue opere sono state accolte in Germania, Romania e Stati Uniti. Colpisce un annuncio degli organizzatori, che quasi commuove: tutti gli studiosi stranieri hanno scelto di parlare in italiano in omaggio alla lingua di Primo Levi. Si scopre che in Romania «Se questo è un uomo» è stato tradotto solo nel 1974, perché nei paesi dell'Est europeo la deportazione degli ebrei è stato per tanto tempo un argomento tabù. E che in Germania, dove fu pubblicato per la prima volta nel 1961, ebbe scarsa risonanza. I giornali e le riviste di storia cominciano a parlare di Levi solo a partire dagli anni Novanta, quando il mondo della storiografia prende a interessarsi anche delle vittime del nazionalsocialismo e lo scrittore viene inserito nel dibattito generale sui lager. Altri studiosi fanno convergere l'attenzione sul linguaggio, ravvisando connotazioni dantesche quando nella descrizione degli ebrei costretti a vivere nei campi di sterminio appaiono riferimenti ai personaggi infernali di Caronte e del conte Ugolino. Uno storico della scienza, Antonio Di Meo, osserva come gli studi di chimica del giovane Levi abbiano poi influenzato il suo linguaggio letterario: «Per Levi la scienza e la scrittura sono la fonte primaria della conoscenza, ma anche dell'idea di una loro progressiva scomparsa nel caos e nel disordine, come viene sostenuto dalle legge della termodinamica. Ogni forma naturale e culturale nota, e i significati ad esse associabili, hanno dunque la stessa sorte: l'indifferenza universale. E questo per lo scrittore era fonte di angoscia». Demetrio Paolin si concentra sul tema della vergogna, che appare per la prima volta nell'episodio del laboratorio di chimica (Se questo è un uomo) dove Levi paragona se stesso e i compagni a polli spennati. La vergogna è il tema proposto anche da Roberto Riccardi, colonnello dell'Arma e giornalista, che fa risalire a questo sentimento (vergogna anche di essere sopravvissuto) il gesto estremo di Levi, venticinque anni fa. Nella poesia «Il superstite» aveva scritto: «Non è colpa mia se vivo e respiro, e mangio e bevo e dormo e vesto panni». <!-- e --><a href="mailto:lcolonnelli@corriere.it">lcolonnelli@corriere.it</a><!-- e --><br />
(Dal Corriere della Sera, 28/3/2012).

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