In Italia 11 per cento di analfabeti

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Le cifre di una “Piaga Sociale”

L’Italia? Proprio un Belpaese

Di analfabeti cronici

In Italia l’analfabetismo è ancora una “piaga sociale”. Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti. E l’Unla, Unione nazionale per la lotta contro l’analfabetismo, riferisce che 16 milioni di italiani hanno soltanto la licenza media o il vecchio titolo di avviamento professionale. In occasione dei suoi sessant’anni di attività, l’Unla ha organizzato ieri a Roma un convegno sull’emergenza analfabetismo in Italia. “Apprezzo vivamente il vostro impegno per promuovere l’alfabetizzazione nel nostro Paese – ha scritto Bertinotti nel suo messaggio – soprattutto alla luce dei dati più recenti che rivelano come, nel XXI secolo, l’analfabetismo permanga una gravissima piaga sociale non solo per gli Stati meno sviluppati, ma anche per l’Italia, dove gli analfabeti costituiscono ancora l’11 per cento della popolazione”. I dati si riferiscono all’ultimo censimento Istat, quello del 2001. E tracciano un quadro drammatico. Gli italiani senza alcun titolo di studio (considerando la popolazione dai sei anni in su) sono quasi 6 milioni; quelli che hanno conseguito soltanto la licenza elementare sono 13.686.021 e poco più di 16 milioni si sono fermati alla licenza media o al vecchio avviamento professionale. Secondo l’Ocse, tra i trenta Paesi con un più alto livello di istruzione l’Italia si colloca al terz’ultimo posto, seguita soltanto da Portogallo e Messico.

Sono circa nove le regioni considerate a rischio “deriva educativa”, e per lo più sono al sud. Nella graduatoria delle regioni in cui la popolazione, dagli undici anni in su, non ha alcun titolo di studio, il poco invidiabile primato spetta alla Basilicata (13,8 per cento della popolazione sopra gli undici anni senza alcun titolo di studio). Seguono Calabria (13,2 per cento), Molise (12,2), Sicilia (11,3), Puglia (10,8), Abruzzo (9,8), Campania (9,3), Sardegna (9,1), Umbria (8,4) 3 Marche (8,2). Tra le città, è Catania la maglia nera di questa classifica, con l’8,4 per cento della popolazione sopra gli undici anni senza alcun titolo di studio. Ma sono proprio al sud le regioni con il maggior numero di laureati. In Calabria sono il 7,9, più che in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Anche in Campania e Abruzzo il 7,7 per cento della popolazione è laureata. Avverte Tullio De Mauro, linguista ed ex ministro della Pubblica istruzione: “Nella popolazione adulta tra i 16 e i 65 anni, il 5 per cento è immerso nel più totale analfabetismo, non sa distinguere una lettera da un’altra, disegnarla, distinguere una cifra. E ai livelli di più piena competenza alfabetica e aritmetica arriva meno di un terzo della popolazione”.

(Da La Nazione, 26/6/2007).

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