Immigrati, via al test d’italiano: in Sardegna si parte nell’incertezza

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Immigrati, via al test d’italiano: in Sardegna si parte nell’incertezza
Fuori dal limbo, basta con le file per il rinnovo e stop alla paura di essere cacciati quando si perde il lavoro. Per gli immigrati la carta di soggiorno per i lunghi periodi rappresenta la fine dell’incertezza. Resta da capire, però, in quale modo la conoscenza dell’italiano, da dimostrare attraverso un test, possa garantire sicurezza e legalità. Da ieri la novità è legge, ma nell’isola regna ancora il caos
di Silvia Sanna

SASSARI. A febbraio si parte: via ai test con i quali gli stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni e titolari di un permesso temporaneo di soggiorno, dovranno dimostrare di conoscere la lingua. Da ieri è possibile presentare la domanda di ammissione on line all’indirizzo http://testitaliano.interno.it. La richiesta sarà inoltrata alla Prefettura della provincia di residenza, entro 60 giorni arriverà la convocazione, con data e luogo del test. Se l’esame, non particolarmente complicato, sarà superato, la prefettura informerà la questura che rilascerà la carta di soggiorno a tempo indeterminato.

Il primo vantaggio del decreto firmato dai ministri Maroni e Gelmini è la fine della clandestinità: chi supera l’esame compie il passo decisivo per diventare cittadino italiano e ottenere una serie di diritti sinora negati. Su tutti, non rischia di essere allontanato dal nostro paese in caso di perdita di lavoro. E può ottenere l’assegno di invalidità o di maternità. C’è anche un certo risparmio di denaro: attualmente ogni volta che l’immigrato va a rinnovare il permesso di soggiorno (valido al massimo per due anni) deve pagare una tassa (circa 100 euro). Ma intorno alla novità regna ancora molta incertezza.

Nell’isola, dove gli immigrati sono 33mila, non sono state ancora individuate, a parte pochissimi casi, le sedi d’esame. E, soprattutto, ci si chiede perché, insieme ai test, non sia stata predisposta una rete di supporto, con corsi di preparazione alla prova. In molti istituti scolastici le lezioni d’italiano per gli immigrati sono una bella realtà, ma nella maggioranza dei casi sono le associazioni a provvedere. E sono proprio queste a lanciare l’allarme, perché molti allievi, che nella quotidianità riescono a capire e a farsi capire, hanno ancora serie difficoltà nella scrittura. E dal momento che le iscrizioni sono chiuse e non ci sono finanziamenti per le scuole all’orizzonte, c’è paura che intorno ai test ci sia qualcuno pronto a speculare sulla pelle degli immigrati. Non solo. Tanti stranieri che arrivano nell’isola passano l’intera giornata al lavoro: come faranno a trovare il tempo di andare a scuola?
(10 dicembre 2010)




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