Immigrati: parte il test di italiano obbligatorio. Anzi no. Mancano i fondi

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Immigrati: parte il test di italiano obbligatorio. Anzi no. Mancano i fondi.

Venerdì 10 Dicembre 2010 16:45 .

Immigrati: mancano i fondi per i test di italiano
di Andrea Paparella

A partire da ieri, giovedì 9 dicembre, è divenuto effettivo il provvedimento,all’interno del pacchetto sicurrezza, che aggiunge un ostacolo non indifferente sulla strada dei migranti che intendano ottenere la carta di soggiorno. Una delle condizioni necessarie è ora quella di superare un test di lingua italiana con almeno l’ottanta per cento del punteggio totale. Una decisione molto controversa.

La notizia di oggi è invece che i Centri territoriali permanenti (Ctp), le istituzioni scolastiche deputate a gestire e ospitare i corsi di lingua italiana, oltre a occuparsi di organizzare gli esami, rendono noto che i finanziamenrti pubblici decisi dal ministro Gelmini non sono sufficienti a coprire e realizzare il progetto in questione. Gli stanziamenti destinati ai Ctp, decisi per l’anno prossimo, sono addirittura stati tagliati dalla ministra, che ha stabilito l’erogazione dei fondi «in funzione della serie storica degli alunni scrutinati e non di quelli iscritti, privilegiando percorsi brevi ed essenziali».

Una preoccupazione che ha già manifestato la Cgil scuola nazionale lo scorso 4 dicembre, quando ha inoltrato una formale richiesta al Ministero dell’istruzione: «che i Ctp vengano messi nelle condizioni di svolgere al meglio il compito loro assegnato garantendo adeguatamente gli organici e potenziando la struttura organizzativa – ha osservato la nota – se no c’è il rischio concreto che l’attività di somministrazione dei test di lingua cancelli o limiti fortemente l’attività ordinaria di insegnamento della lingua italiana agli immigrati».
Un problema ampliamente prevedibile quindi, che si è puntualmente concretizzato alla partenza del progetto. Al solito, al di là delle parole, contano i fatti. Dei duemila stranieri che si prevede facciano domanda per la carta di soggiorno, in una città come Bologna si riusciranno ad organizzare corsi per soli 684 di loro.

Una questione come questa andava doverosamente trattata con una migliore pianificazione e, soprattutto, con maggiore rispetto per chi è ospite in un paese straniero e fa quanto dovuto per integrarsi regolarmente.




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