Imboscata contro le lingue minoritarie

Posted on in Politica e lingue 18 vedi

Sotto la mannaia del Governo finiscono il sardo, l’occitano e il friulano

Imboscata contro le lingue minoritarie

Evidentemente questo Governo considera degne di tutela solo le minoranze di "lingua madre straniera", escludendo molte parlate pur riconosciute dallo Stato – come sardo, friulano e occitano. «A questo punto, le Regioni penalizzate dal taglio di dirigenze scolastiche conseguente alla spending review hanno due cose da fare e con la massima urgenza» dice il senatore Mario Pittoni, capogruppo del Carroccio in commissione Istruzione di palazzo Madama. Quali dunque le strade da prendere per tutelarsi e salvaguardare le proprie lingue? «Da una parte – spiega il senatore leghista – impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la norma pubblicata sulla Gazzetta ufficiale martedì 14 agosto, forti del parere che la Lega Nord è riuscita a spuntare in commissione Cultura del Senato, con «Le Regioni devono poter ridefinire il piano di dimensionamento predisposto per l’anno scolastico 2012 /2013, accorpando le scuole delle zone in cui si parla la lingua da tutelare, in modo da raggiungere i 600 alunni necessari per conservare l’autonomia» l’osservazione che la legge n. 482 del 1999 sulle minoranze linguistiche non fa distinzione fra quelle di lingua madre straniera e le altre». La seconda procedura da attivare è quella di chiedere al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo di poter ridefinire il piano di dimensionamento predisposto a fine 2011 per l’anno scolastico 2012/2013, accorpando le scuole delle zone in cui si parla la lingua minoritaria: «In questo modo si potrebbero raggiungere i 600 alunni necessari per conservare l’autonomia, con un proprio dirigente scolastico e un direttore dei servizi generali e amministrativi». In caso contrario verrebbe a essere violato il principio di leale collaborazione, che non è solo delle Regioni nei confronti dello Stato ma deve essere rispettato anche dallo Stato nei confronti delle Regioni. Pittoni lancia dunque un appello a tutte quelle minoranze che sono rimaste danneggiate dai tagli: «E’ di tutta evidenza – spiega il parlamentare che le nuove disposizioni, diventate legge in via definitiva solo questo mese, hanno colto di sorpresa le amministrazioni regionali, che a questo punto possono solo subirne le conseguenze negative. Ma è anche evidente che se la legge fosse uscita quando le Regioni stavano effettuando il dimensionamento della rete scolastica a fine 2011, gli enti avrebbero potuto provvedere a calibrare gli accorpamenti in modo da costituire scuole con almeno 600 alunni». Secondo il rappresentante del Carroccio, facendo leva sul fatto che la legge 135, approvata nell’anno scolastico 2011/2012, produce effetti per l’anno scolastico 2012/2013, allo stesso modo si deve consentire alle Regioni interessate di riformulare il dimensionamento della rete scolastica 2012/2013. In sostanza, se lo Stato cambia le carte in tavola in corso d’opera, deve anche consentire di ritornare su quello che la Regione ha deciso, in modo da consentirle di allinearsi alle nuove disposizioni. «Stato e Regioni, per il principio di leale collaborazione più volte riaffermato dalla Corte Costituzionale, devono porsi in posizione di dialogo costruttivo», sintetizza il senatore leghista. Ciò significa che, se lo Stato ha deciso che per il 2012/2013 valgano nuove regole, anche la Regione devo essere messa in condizione di adattare il suo comportamento a queste nuove regole. «Altrimenti – conclude Pittoni – il tutto si traduce in un’inaccettabile "imboscata"».
(Da La Padania, 18/8/2012).




2 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

LINGUE MINORITARIE, INTERROGAZIONE DI SALVINI A BRUXELLES<br />
<br />
La protesta dell’indipendentista Sardo Doddore Meloni, a cui è stato impedito di avere in carcere un interrogatorio di garanzia in lingua Sarda, riapre di buon diritto il dibattito sulle lingue regionali o minoritarie. Ed è ancora una volta il Carroccio che si fa carico di rappresentare nelle sedi istituzionali questa istanza che attiene ai diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli. Il Parlamentare Europeo della Lega Nord, Matteo Salvini, ha infatti depositato l’altro ieri un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere, tra le altre cose, se questa vicenda non rappresenti una violazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che prescrive l’uguaglianza di ciascuna persona davanti alla legge e la non discriminazione linguistica. Il Segretario della Lega Lombarda afferma: «Non voglio entrare nel merito della vicenda giudiziaria di Doddore Meloni. Spero solo che possa fornire ai giudici chiarimenti circa le accuse, anche gravi, che gli sono mosse contro. Devo dire che questa vicenda sottolinea ancora una volta, e non ne sentivamo francamente il bisogno, che lo Stato italiano non rispetta le autonomie e i popoli che sono costretti a vivere sotto le sue leggi». «Il Governo Monti - prosegue Salvini - ha finalmente avviato la procedura di ratifica della Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie, ma ha posto molte, troppe riserve, soprattutto su temi delicati come quello della giustizia. Così facendo, lo Stato italiano discrimina esplicitamente lingue come il Sardo, il Friulano e il Ladino, favorendo il Francese, il Tedesco e lo Sloveno le cui comunità godono della protezione data da Stati esteri o trattati internazionali». Ma se per Roma il Sardo è nella "serie b" delle lingue, la situazione è ancora più grave per gli idiomi non riconosciuti dallo Stato, ma solo dalla legislazione regionale come il Lombardo, il Veneto, il Piemontese e altri ancora. Assurda, inoltre , la situazione del Ligure: tutelato e protetto in Francia, nel Principato di Monaco e in Sardegna, ma non dalla stessa Regione Liguria. «Certo - conclude Salvini oggi le priorità della Sardegna sono altre: il lavoro, una continuità territoriale che umilia e non funziona e collegamenti via mare sempre più costosi e sempre meno frequenti che stanno allontanando non solo il turismo ma pure i tanti Sardi che lavorano o studiano nel continente e che ancora oggi devono trovare con l’emigrazione la soluzione al problema della ricerca di un lavoro». «Solo il dialogo e il confronto tra i movimenti autonomisti ed indipendentisti, auspicato da Roberto Maroni proprio in Sardegna alcune settimane fa, potrà permetterci di non disperdere la ricchezza delle nostre identità e a costruire quell’Europa dei Popoli e non degli stati centralisti che noi, come Lega Nord, auspichiamo da tempo». <br />
(Da La Padania, 30/8/2012).

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

INTERROGATORIO IN SARDO NEGATO A MELLONI SALVINI INTERPELLA L'EUROPA CHE FA SPALLUCCE<br />
<br />
E’ notizia di ieri il non pronunciamento della Commissione Europea sull’interrogazione depositata negli scorsi giorni dall’euro-deputato leghista Matteo Salvini a difesa della lingua sarda. Il neo-segretario della Lega Lombarda chiedeva se la protesta dell’indipendentista Doddore Melloni, a cui è stato impedito di avere in carcere un interrogatorio di garanzia in lingua sarda, non rappresentasse una violazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. La risposta della Commissione, arrivata in mattinata negli uffici dell’europarlamentare, è stata semplice e perentoria: «Non sono questioni di nostra competenza» «Per l’ennesima volta l’Europa ci ha mostrato il suo vero volto: quello dell’inutilità. A chi mi devo rivolgere per presentare le rimostranze dei cittadini sardi che sentono violate le loro tradizioni e le loro autonomie dalle leggi dello stato italiano? - afferma l’onorevole leghista Matteo Salvini - Se per Roma il sardo è una lingua di serie "b", per la Commissione Europea i sardi non hanno neanche il diritto di ricevere una risposta alle loro lamentele. <br />
Con le riserve poste dal Governo Monti alla ratifica della Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie, lo stato italiano continua a discriminare lingue come il Sardo e il Friulano. La Lega Nord - conclude il neo segretario della Lega Lombarda - di certo non si farà scoraggiare dal solito silenzio dell’Unione Europea ma continuerà a battersi per non disperdere la ricchezza delle nostre identità che sono alla base di quell’Europa dei Popoli che il nostro Movimento auspica da tempo». «L’Europa mostra ancora il suo vero volto: quello dell’inutilità. A chi mi devo rivolgere per presentare le rimostranze dei sardi che sentono violate tradizioni e autonomia dallo Stato italiano»? <br />
(Da La Padania, 5/9/2012).

You need or account to post comment.