Il tramonto del congiuntivo

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Il Tramonto del Congiuntivo

di Matteo Persivale

Che il congiuntivo si stesse avviando verso l’estinzione, un po’ come la volpe volante delle isole Seychelles, era tristemente noto. E che la televisione, forse per evitare infortuni fantozziani, lo avesse in effetti bandito – salvo rare eccezioni, generalmente in terza serata e in programmi a bassa audience – era da tempo ovvio anche per gli spettatori più distratti. Ma sembra proprio che il congiuntivo si sia ormai trasformato, nei corsi d’italiano per stranieri, in una specie di optional, come i cerchi in lega o il dispositivo Gps di guida satellitare per le automobili: ed è una nuova, cattiva notizia. Lo sfortunato modo verbale è stato relegato, nei libri d’italiano per stranieri, tra le sezioni di studio avanzato; quelle che, in pratica, non servono a chi voglia ottenere un diploma (con valore ministeriale) di conoscenza intermedia della lingua. Volumi popolarissimi tra chi vuole imparare la nostra lingua come lo Italian Verb Workbook (Barron’ s) accennano al congiuntivo nella quarta parte, il corso Espresso 1 & 2 (Alma) lo illustra alla fine del secondo volume. E nelle scuole di italiano, si possono anche seguire corsi (peraltro spesso molto ben fatti, e altrettanto costosi) per molti mesi prima di incappare nello studio dell’insidioso congiuntivo. L’ ultimo schiaffo arriva via Internet: in un forum del popolare sito WordReference, un texano ventunenne che ha studiato per tre mesi italiano a Firenze racconta che «quando siamo arrivati al modo congiuntivo, la nostra insegnante ci ha detti che gli italiani non ne usano molto». L’effetto sugli ignari studenti di quella classe? «Principalmente non ne vogliono imparare».

(Dal Corriere della Sera, 2/12/2006).

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