Il sogno esperantista di Tolkien.

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Il sogno esperantista di Tolkien: l’insegnamento dell’Esperanto nelle scuole del mondo.

di Maria Paola Fortuna.

Tra persone note e celebri, molti sono stati i simpatizzanti dell’Esperanto dalla sua nascita a oggi. Tra questi spicca, di certo, lo scrittore J. R. R. Tolkien, un vero e proprio sostenitore della Lingua Internazionale, come emerge dall’opera “Tolkien l’esperantista. Prima dell’arrivo di Bilbo Baggins”. Il libro, uscito di recente ed edito da Cafagna Editore, raccoglie saggi importanti provenienti da studi internazionali, per citarne alcuni quelli di Oronzo Cilli, Renato Corsetti e degli americani Arden Smith e Patrick Wynne.
Grazie a dei documenti inediti ritrovati, si è riuscito a ricostruire il grande interesse di Tolkien per l’Esperanto. Lo scrittore partecipò a due congressi esperantisti che si tennero a Oxford negli anni trenta e particolarmente significativo fu quello del 1933, il XXIV British Esperanto Congress, in cui venne presentato il famoso “The educational Value of Esperanto”, un appello firmato da Tolkien e altri eccellenti personalità del tempo.
In una parte del congresso dedicato alla posizione dell’Esperanto nelle scuole britanniche, si elencano questi valori educativi, qui di seguito riassunti:
1) I tempi brevi di apprendimento dell’Esperanto rispetto alle altre lingue nazionali; la lingua non solo viene appresa rapidamente, ma anche bene, tanto che si è in grado di usarla sin da subito.
2) Introduzione alle altre lingue; tramite l’apprendimento dell’esperanto si può affrontare lo studio di altre lingue in maniera proficua.
3) Maggiore facilità di sviluppare un’accuratezza nell’uso delle parole, dovuta alla sua struttura e alla sua logica grammaticale.
4) Stimolo extralinguistico; studiando l’esperanto non si sviluppa solo uno stimolo linguistico ma anche quello di altre materie, ad esempio la geografia, in quanto spontaneamente si prova interesse per la vita di altri paesi del mondo.
5) Importanza di una letteratura esperantista, sia originale che tradotta, in costante crescita, che pare già sufficiente a giustificare uno studio della lingua.
Ma perché Tolkien ha ritenuto l’Esperanto così adatto o autorevole rispetto alle tante altre lingue artificiali esistenti? Per lui, l’Esperanto ha superato il problema della diffusione universale grazie alla sua semplicità nella struttura, alla sua internazionalità e alla sua individualità. Ed è proprio la lingua in sé, così come era stata pensata dall’uomo, prima che linguista, Zamenhof ad affascinare Tolkien, perché ogni tentativo di voler migliorare la semplicità e la chiarezza di una lingua artificiale ne distrugge il suo aspetto “umano”.
Infine, Tolkien non manca di sottolineare i meriti dell’Esperanto nella formazione linguistica. Questa lingua ha superato una prova di anni e anni di uso pratico e ha dimostrato di poter essere usato negli incontri da migliaia di persone senza aver bisogno di interpreti, di essere utilizzata durante i viaggi o in semplici rapporti di amicizia o professionali.
Tolkien sembrava avere, insomma, motivi più che validi per sostenere e incoraggiare l’uso dell’Esperanto nelle scuole. Da quegli anni sono stati fatti notevoli progressi e si spera che questa diffusione aumenti per vedere un giorno realizzato il grande sogno di tanti grandi personalità, spesso definiti erroneamente “utopisti”, come gli stessi Zamenhof e Tolkien.
(Da languagestranslators.it, 5/1/2016).

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