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Un milione e 800 mila le «versioni» contenute nel database dell’Unesco.

In testa, Walt Disney

Il più tradotto del mondo? È il papà di Topolino

di Maria Sepa

«Perché mai gli esseri umani dovrebbero parlare migliaia di idiomi diversi e incomprensibili tra di loro? … Per quale ragione l’homo sapiens… che ha in comune con tutti i suoi simili la struttura biochimica e il potenziale genetico, come ci assicura la scienza ufficiale… non usa una lingua comune?», scrive George Steiner in Dopo Babele, nel 1975. È nella contraddizione (che forse, grazie al dilagare dell’inglese, piaccia o no, si sta riducendo) tra il desiderio di comunicare e quello di differenziarsi, che trova spazio il lavoro dei traduttori. Il miglior strumento per valutare le dimensioni di questo sforzo è l’Index Translationum, un database creato nel 1932 dall’Onu e dal 1946 gestito dall’Unesco. L’Index raccoglie i titoli delle traduzioni eseguite in tutti i paesi membri e viene aggiornato annualmente dai centri bibliografici o dalle biblioteche nazionali, che inviano i dati dei libri tradotti in ogni settore. Ne sono esclusi giornali e riviste. Dal 1979 l’Index è stato completamente informatizzato, è attualmente consultabile in rete (www.unesco.org/culture/xtrans/) e comprende circa 1.800.000 titoli. Una prima, veloce, esplorazione all’interno del sito rivela già dati interessanti e inaspettati. Per esempio, secondo l’ultimo aggiornamento del maggio scorso, l’autore più tradotto al mondo è la Walt Disney Productions (l’Index gli attribuisce il rango di autore!), con titoli che vanno da Bernard og Bianca (in danese); Winnie, l’ursons de vente (francese); Dumbo sirkustahtena (finlandese); Donald bebek dengan nenek sihir (indonesiano); e Miki ve dostlari (turco). È seguito, nell’ordine, da Agatha Christie, Jules Verne, Lenin, Shakespeare, dalla scrittrice per bambini Enid Blyton, dalle scrittrici di libri rosa Barbara Cartland e Danielle Steel e da Hans Christian Andersen e Stephen King. Il paese che traduce di più, in rapporto al numero di abitanti, è l’Islanda. Assidui traduttori sono anche altri piccoli paesi europei come l’Albania, la Bulgaria, la Georgia. Tra i paesi maggiori, gran traduttori sono i tedeschi, con 260.000 libri resi auf deutsch, seguiti da spagnoli, francesi e giapponesi. Un caso del tutto particolare è costituito dalla lingua inglese: è quella da cui si traduce di più (le traduzioni dall’inglese sono 942.000: più della metà dei titoli dell’Index), ed è quella a cui i lettori chiedono soprattutto letteratura di consumo, come appunto Walt Disney, o Danielle Steel (mentre alle altre lingue chiedono principalmente i classici). E l’Italia? I nostri autori più tradotti sono Moravia, Dante, Calvino e Umberto Eco (ma nessuno compare tra i primi cinquanta dell’elenco). Seguono Collodi, Machiavelli e Pirandello. Gli scrittori che invece traduciamo di più in italiano sono Shakespeare, Simenon e sant’Agostino.

(Dal Corriere della Sera, 27/7/2008).

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