Il salvataggio delle biblioteche

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Quell’oceano di sabbia dove la lettura è vita

Così in Mauritania gli italiani salvano le Biblioteche del deserto

di Enrico Gatta

..Oltre che per la sua bellezza, Chinguetti è un luogo molto amato in Mauritania almeno per altre due ragioni: per la qualità dei datteri, che nel periodo della raccolta, in luglio-agosto, richiamano un gran numero di famiglie con le loro tende, e per le biblioteche, che conservano volumi rari e manoscritti millenari.

Che in pieno deserto si parli di libri potrà sembrare strano, ma così è: la Mauritania è il paese delle “biblioteche del deserto”. E’ una storia che incomincia tra il settimo e l’undicesimo secolo, quando il commercio transhariano, già di origine preromane, trova sviluppo e compimento con la conquista araba dell’Africa del nord. Quella che oggi chiamiamo Mauritania è terra di scambio privilegiata tra il mondo musulmano e l’Impero di Ghana, ricco dell’oro dell’Alto Senegal e del Niger. I Mauri commerciavano anche pelli e sale, ma soprattutto libri, che erano venduti letteralmente a peso d’oro e assicuravano guadagni superiori ad ogni altra merce. I libri venivano portati con i dromedari dal Maghreb fino a Timbuctu, alle città dell’Algeria e del Nord Africa, fino all’Egitto e al Sudan, allo Yemen e alla penisola arabica…

Si calcola che attualmente siano oltre 40mila le opere conservate in Mauritania, divise in varie centinaia di fondi, privati o di comunità. Sono copie del Corano e di storie del Profeta, ma anche testi di giurisprudenza, di letteratura, di grammatica, di lessicografia, di storia, di aritmetica, di astronomia. E ancora: cronache di viaggi, manuali di agricoltura, studi sulla vegetazione, il clima, la fauna… Alcuni sono autentici capolavori di calligrafia e di arte miniata.

Il centro più ricco è Chinguetti, un tempo importante anche dal punto di vista spirituale, tanto da essere annoverata tra le sette città sante dell’Islam sannita. Sede di un florido mercato, nel periodo di maggiore splendore contava undici moschee, una grande quantità di scuole, una popolazione di oltre ventimila abitanti. Oggi ci sono più libri che uomini: gli abitanti arrivano appena a 1500, mentre sono all’incirca tremila i manoscritti e le edizioni a stampa conservate in una quindicina di collezioni private. Il fondo più cospicuo è quello della famiglia Habott, che vanta un biblioteca di 1400 opere, quasi tutti manoscritti originali, tra cui il rarissimo commento del Corano dei primi anni del Mille.

Per il valore di questo suo patrimonio, Chinguetti ha potuto contare negli ultimi anni su importanti aiuti internazionali, in particolare dell’Unesco e dell’Unione Europea, che ha finanziato il recupero di alcuni edifici e soprattutto ha provveduto a disseppellire la città antica dalle invasioni del deserto.Le biblioteche sono invece capo di intervento degli italiani… Tutto è nato da una missione svolta nel 2000 in Mauritania da Laura Alunno di ‘Terre Solidali’ e dalla scrittrice Ginevra Bompiani. “L’idea – spiega Ginevra Bompiani, allora docente di letterature comparate all’Università di Siena – era di occuparsi degli antichi manoscritti. Poi, parlando con il prefetto di allora, decidemmo di affiancare a queste attività anche la creazione di piccoli centri di lettura per bambini: perché non vadano perdute la cultura e la tradizione delle biblioteche, non basta salvaguardare i manoscritti, è necessario anche fare in modo che l’amore per il libro e l’abitudine alla lettura mettano radici nei bambini”.

Che cosa è stato fatto in concreto?

“Nel settembre del 2002 abbiamo completato una prima sala di lettura attigua alla scuola di Chinguetti..”

E sul fronte manoscritti?

“Stiamo ultimando la stampa del catalogo della principale biblioteca di libri antichi, quella della fondazione Habott. E’ stato un lavoro enorme, perché un catalogo c’è già, ma compilato con criteri poco scientifici. La professoressa Carmela Baffioni dell’Istituto Orientale di Napoli ne ha rivisto e corretto tutte le voci arabe e tutte le voci francesi e ora l’opera è pronta. Il catalogo, stampato in francese e in arabo, sarà distribuito gratuitamente, con l’aiuto del monte dei Paschi, a tutte le università e a tutte le biblioteche del mondo che ne faranno richiesta”.

Quali saranno le prossime tappe?

“Proseguire nel lavoro di catalogazione e costruire altre sale di lettura nelle varie oasi”.

I bambini come reagiscono?

“Con entusiasmo, con l’emozione di avere per la prima volta un libro tra le mani. Quando andiamo nelle oasi, i bambini si buttano sui libri di favole che portiamo, non si stancano di guardarli e di passarseli tra loro”.

E lei che cosa pensa mentre li guarda?

“E’ terrificante che milioni di bambini crescano senza favole. Nel Sud del mondo la lettura è inesistente e anche nelle scuole dove si insegna a leggere, lo si fa senza libri. Ma così la cultura farà sempre fatica a passare. Per questo dobbiamo puntare sui libri, perché sono tra le poche cose in grado di nutrire spiritualmente l’umanità, accomunando i bambini della Mauritania con quelli… della Finlandia; mettendo tra tutti noi, voglio dire, qualcosa di simile”.

(Da La Nazione, 2/3/2006).

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