«Il resto d’Europa non sta meglio»

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«Il resto d'Europa non sta meglio»

Vegas: «Early warning? No, solo un preawiso Reinterpretare il Patto e puntare sulla crescita»giorni scorsi il dato sul fabbi-sogno segnala una spesa crescente.«Siamo consapevoli che ci sono difficoltà sulla finanza pubblica. Ma la situazione non e buona per nessuno in Europa. Ci sono sei Paesi che rischiano di superare i limiti fissati da Maastricht, la Germania questo anno superera il 4% nel rapporto deficit Pil, nella peggiore delle ipotesi noi arriveremmo al 3,2%».Qual e lo scenario dei prossimi mesi?E' possibile che ci sia une recrude-scenza dei rapporti fra Commissione e Consiglio, pensi solo a cosa accadde all'Ecofin dello scorso novembre (sulla vicenda dei deficit di Francia e Germania, ndr). E ovviamente si pone un problema di reinterpretazione del Patto, senno rischiamo di peggiorare i problemi dell'Unione».In che modo?«Una strada potrebbe essere quella di cui si parla da molto tempo, cioè scorporare le spese dedicate per infrastrutture e ricerca. Oppure si potrebbe concedere una percentuale di scostamento temporanea dal 3% se accompagnata da misure anticicliche».I governi dovranno affrontare certamente la resistenza della Commissione, ma c'e anche quella della Bce. Secondo alcuni la settimana scorsa Francoforte ha mandato un chiaro segnale politico negan-do il taglio del tasso di sconto.«La Bce, finche ce l'ha, compie la sua missione, che e quella di difendere il valore della moneta. Non lesi può chiedere di averne una diversa».intervista Alessandro Barbera N ON si tratta di un “early warning” vero e proprio. Assomiglia molto ad un avviso di chiamata del telefono». Giuseppe Vegas si concede una battuta per commentare l'allarme dell'Unione Europea sui conti italiani. Un «avviso di carattere politico», che «crea tensione sui mercati» su uno scostamento che, anche se si dovesse produrre, «sarà minimo». Il sottosegretario all'Economia non nega «difficoltà sulla finanza pubblica», ma ricorda che nel 2004 il limite imposto dal Trattato di Maastricht sarà probabilmente superato da sei Paesi. E' dunque necessaria una rilettura delle regole: o attraverso lo scorporo di parte delle spese per infrastrutture e ricerca, oppure con un nuovo meccanismo che permetta uno scostamento temporaneo dal 3% quando accompagnato da misure anticliche .Senatore Vegas, l'Europa ci bacchetta che risponde?«La Commissione non ci ha lancia-to un vero e proprio early warning, E' come se avesse detto: guarda che ti chiamerò. Ma o chiami e dici cosa vuoi, oppure si tratta di un preavviso irritale rispetto alle procedure dell'Unione. Se ci fossero conti precisi.., ma non e cosi E' una sorta di preavviso politico: spiace che arrivi dalla Commissione, la quale dovrebbe essere assolutamente imparziale. Un brutto segnale che allarma i mercati e in controtendenza con quello che dice ad esempio l'agenzia di rating Moody's».La situazione dei conti pubblici pero non e buona. Nei In attesa che le regole di Maastricht cambino cosa pensate di fare? Siete intenzionati a rientrare nel 3%?«Siamo ancora in aprile, non edetto che non si recuperi. Abbiamo poi il “taglia spese”, che consente in corso d'anno di intervenire con una sorta di meccanismo di taglio automatico delle spese quando si sfora dalle previsioni».E se le cose dovessero invece peggiorare? Ci potrebbe essere la necessita di una manovra correttiva?«La manovra correttiva sarebbe necessaria solo se lo scostamento fosse ampio, e non e cosi Non c'e dubbio che i conti vadano continuamente monitoriati , soprattut-to in una fase di grandi tensioni internazionali, ma l'urgenza è quella di una manovra di rilancio dell'economia italiana, perché la competizione mondiale si fa sempre più aggressiva».Ma come si fa a tenere insieme rigore nella spesa e taglio delle tasse per sostenere lo sviluppo? Quali saranno gli obiettivi del Dpef? «Bisogna fermare la dinamica cre-scente della spesa, eliminando quella che può andare a vantaggio della collettività attraverso un abbassamento delle aliquote».Ci può anticipare a che tipo di tagli state pensando?«Mi limito a dirle che ci sono un sacco di spese che possono essere tagliate. Si tratta di capire come, in che tempi e di fare una valutazione accurata degli interessi in campo, quelli delle istituzioni e quelli dei contribuenti».


LA STAMPA 08.04.2004 p.9


PARLA IL SOTTOSEGRETARIO ALLE FINANZE

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