Il recupero del dialetto

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De André apre la strada alle «posse»

L’american way of life degli anni 50 dà i suoi risultati anche nella canzone, dove spesso si mescola l’inglese con la gergalità italiana o dialettale: nasce una sorta di linea «glocal» che da Renato Carosone (Tu vuo’ fa l’americano, 1954) passa attraverso Nicola Arigliano (I sing amore), lo pseudo americanismo di Celentano (Svalutation, 1976), l’ironia del «provinciale» Paolo Conte («It’s wonderful, it’s wonderful»), i pastiche anglo partenopei di Pino Daniele e quelli anglo emiliani di Zucchero. Il recupero del dialetto diventa decisivo, nell’84, con l’album Creûza de mâ in cui Fabrizio De André ricostruiva il genovese dai dizionari ottocenteschi. È un filone che negli anni ’90, con le «posse» legate ai centri sociali, si innesta nel solco della tradizione popolare della folk song dando luogo a gruppi con forti radici locali: ecco i 99 posse e gli Almamegretta napoletani, i Modena City Ramblers emiliani, i Pitura Freska veneti, i Sud Sound System pugliesi.

(Dal Corriere della Sera, 7/2/2010).




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