Il Presidente Mattarella e la lingua italiana.

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L’insegnamento dell’italiano.

Affrontando il tema principale del congresso, Mattarella ha dichiarato: «Credo che dovremmo essere più impegnati nel promuovere e assicurare la conoscenza della nostra lingua agli immigrati che si insediano nel nostro Paese, ma anche nei Paesi più vicini, in particolare nei Balcani e nella sponda Sud del Mediterraneo, dove l’insegnamento dell’italiano può diventare strumento di pace, amicizia e collaborazione». Il capo dello Stato ha ricordato che l’Italia è passata «da Paese di emigrazione, a Paese di transito» ed immigrazione. E l’italiano può essere un «veicolo di integrazione tra i cittadini e le comunità di immigrati che si sono insediate nei nostri territori». La conoscenza, infatti, «abbatte i muri, previene la formazione di ghetti culturali e linguistici». Inoltre, per Mattarella, «il confronto con le risorse impiegate da altri Paesi europei per promuovere la propria lingua fa capire quanto sarebbe necessario un impegno finanziario maggiore da parte dello Stato. Ma non è solo questione di fondi – ha aggiunto Mattarella – servono idee, entusiasmo proposte».
(Da Società Dante Alighieri, Mattarella: «Il limite italiano? Non essere capaci di fare squadra», milano.corriere.it, 26/9/2015).

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