Il premio “Zerbino inglese” assegnato in Francia a Pierre Moscovici.

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Il premio “Zerbino inglese” assegnato in Francia per il 2014 a Pierre Moscovici.

Nel 2009 a vincere l’edizione italiana del premio d’indegnità civica “Zerbino della lingua inglese”, promosso dall’Associazione Radicale Esperanto, fu l’allora Rettore del Politecnico di Torino Francesco Profumo. Il Politecnico di Torino non solo aveva soppresso diverse lauree in lingua italiana sostituendole completamente con equivalenti in inglese ma, soprattutto, aveva adottato una politica concussiva nei confronti degli studenti, penalizzando coloro che volevano studiare nella loro lingua madre imponendogli il pagamento integralmente delle tasse universitarie ma abolendole, invece, per coloro che optavano per i corsi di laurea in lingua inglese.

Quando il genocida della lingua e della cultura italiana Francesco Profumo divenne addirittura ministro dell’istruzione, l’ERA capì che in Italia ci si trovava di fronte ad un fenomeno ben peggiore del Fascismo e di gran lunga maggiormente sottovalutato: lo Sfascismo. Un fenomeno smisuratamente opposto al nazionalismo fascista come anche al più normale amor di patria, e che ha, nei fatti, l’obiettivo di distruggere completamente e dall’interno l’Italia, separando la lingua italiana dall’Italia, con il risultato di ridurre quest’ultima a mera entità geografica. 

Caso assai diverso invece quello del premio “Zerbino della lingua inglese” in Francia, dove la “Carpette anglaise” questa il nome dell’iniziativa d’oltralpe, ha margini di manovra di ben altra portata grazie ad una Legge Toubon che valorizza al meglio l’uso del francese in Francia.
Per il 2014 il premio d’indegnità civica francese è stato assegnato a Pierre Moscovici, Commissario europeo francese che ha inviato a Michel Sapin, ministro delle Finanze, sempre francese, una lettera interamente in inglese.
Caso più interessante per noi italiani è, invece, quello del premio Carpette anglaise al cittadino straniero che si sia particolarmente distinto nell’opera di negazione dei diritti linguistici del proprio popolo per favorire quelli anglofoni, perché è stato assegnato a Paula Ovaska-Romano, finlandese, Direttrice del Dipartimento linguistico e Vicedirettrice della Direzione generale della Traduzione della Commissione europea, per aver definito l’italiano una “lingua esotica” in risposta, ovviamente in inglese, a chi le chiedeva riscontro in italiano, considerato il suo ruolo istituzionale comunitario, circa un manifesto per la lingua italiana.

Manca all’Académie de la Carpette Anglaise, costituitasi nel 1999, tutto il bagaglio di carattere economico, politico, federalista europeo che in quasi trent’anni l’Associazione Radicale Esperanto si è invece creato. Di certo, però, gli esempi d’indegnità civica francese si vanno anch’essi moltiplicando di anno in anno e, sempre di più, è evidente che la battaglia per i diritti linguistici dei popoli e delle minoranze europee passa per l’adozione di una lingua federale o, internazionalmente di una lingua comune della razza umana, che rimetta in moto i mercati. le idee, le società, le persone di tutti i popoli del mondo con tutte le loro diversità d’idioma, e non vederli tutti soccombere, figlie di una sola lingua regina.

Dichiarazione del Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto.




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