Il Perù contro l’Onu e le Nazioni Unite: approvato il progetto delle reti gas che potrebbe devastare l’Amazzonia.

Il Perù contro l’Onu e le Nazioni Unite: approvato il progetto delle reti gas che potrebbe devastare l’Amazzonia.

di Sara Muzi.

La Comunità internazionale, indignata, si scaglia contro il Perù che, in violazione del principio di autodeterminazione dei popoli, ha approvato il progetto di realizzazione di reti gas su scala nazionale che porterà a devastare la foresta Amazzonica, le sue popolazioni indigene e i siti archeologici della valle del rio Urubamba, tra i quali Machu Pichu. Furiose Nato e Onu.
Una settimana fa il Perù ha approvato Camisea, il progetto di estensione su larga scala, fino a coprire l’intero territorio nazionale, di reti conduzione gas, che potrebbe avere un effetto devastante per la foresta amazzonica e la sua popolazione. L’anno scorso vi erano state manifestazioni di protesta in tutto il mondo per fermare l’avanzata del piano di lavoro, e più di 130.000 sostenitori si erano mobilitati per fermarne la realizzazione inviando un messaggio al Presidente del Perù Humala, al fine di invitarlo ad intervenire in questo senso.
L’attuazione del programma di costruzione su scala nazionale di condutture gas, potrebbe decimare le zone più remote e incontaminate dell’Amazzonia, mettendo a repentaglio l’ecosistema e la vita di tutte quelle tribù indigene che vivono isolate nella riserva. Difatti, un qualsivoglia contatto degli addetti ai lavori chiamati a realizzare le linee di conduzione gas con gli indios, può esporre questi ultimi al rischio di diffusione di malattie o epidemie rispetto alle quali gli aborigeni sono privi di difese immunitarie.
Ciò nonostante l’indignazione nazionale e internazionale, le dimissioni di tre ministri peruviani, e la condanna da parte delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali per i diritti umani che denunciano la violazione del principio di autodeterminazione dei popoli, non hanno frenato il Ministro della Cultura, che pur avendo proprio il dovere di proteggere la popolazione indigena del paese, ha comunque approvato i piani dei colossi del petrolio e del gas: Pluspetrol (Argentina), Hunt Oil (USA) e Repsol (Spagna). Si teme quindi il peggio per il Perù e la sua meravigliosa foresta perché, come preannunciato, migliaia di cariche esplosive saranno utilizzate per creare pozzi esplorativi e consentire così a centinaia di lavoratori di invadere e distruggere le riserve di Nahua-Nanti e Machu Picchu.
(Da urbanpost.it, 17/6/2014).

 




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