Il permesso solo con il test di italiano Ma non ci sono corsi per imparare

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Migrantitorino.it
Il permesso solo con il test di italiano. Ma non ci sono corsi per imparare
Scritto da Redazione il 27 December 2010 in Notizie e appuntamenti
Fonte: http://www.repubblica.it
Dal 9

dicembre scorso il rilascio del documento per soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento di un esame di conoscenza della lingua. La prenotazione si può fare online. Però non esiste un piano per l’insegnamento. E le procedure aggravano e allungano il lavoro dell’amministrazione pubblica, creando problemi a chi ha la carta in scadenza
di VLADIMIRO POLCHI
ROMA – Sai distinguere la pubblicità di un aspirapolvere da quella di un divano? Sei in grado di dare o comprendere delle indicazioni stradali? Se la risposta è no, scordati la carta di soggiorno. La novità risale al 9 dicembre scorso: da quel giorno, infatti, il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) è subordinato al superamento di un test di conoscenza della lingua italiana.
Come funziona la nuova procedura. I cittadini stranieri possono prenotare online la prova d’esame attraverso la pagina dedicata 1 sul sito del ministero dell’Interno. La richiesta viene acquisita dal sistema e trasferita alla prefettura competente. Se la domanda risulta regolare, la prefettura convoca l’immigrato entro 60 giorni, sempre per via telematica, indicando giorno, ora e luogo del test. Le prime prove d’esame non si dovrebbero dunque tenere prima di febbraio 2011. Il test richiede una conoscenza elementare della lingua italiana e in caso di bocciatura si può rifarlo, presentando una nuova domanda. Dove viene svolta la prova? Presso i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, presenti sul territorio nazionale.
Chi è esentato. Non deve sostenere la prova d’esame chi ha degli attestati che certifichino la conoscenza dell’italiano
a un livello non inferiore all’A2 del Quadro comune di riferimento europeo; chi ha titoli di studio o titoli professionali (diploma di scuola secondaria italiana di primo o secondo grado oppure certificati di frequenza relativi a corsi universitari, master o dottorati); chi è affetto da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico.
Tempi lunghi. “Di fatto questo test – avverte il responsabile del servizio immigrazione del Patronato Acli, Pino Gulia – aggrava il lavoro già oneroso dell’amministrazione pubblica e rischia di prolungare ulteriormente le procedure per il rilascio dell’ordinaria documentazione necessaria ai cittadini stranieri, creando problemi a quanti hanno oggi in scadenza il permesso di soggiorno e sono in possesso dei requisiti per richiedere il permesso per lungo-soggiornanti”.
Test senza corsi. “L’anomalia di questa procedura – aggiunge Antonio Russo, responsabile immigrazione per le Acli – è quella di istituire una prova della conoscenza della lingua, senza aver prima previsto e progettato un piano articolato per l’insegnamento della lingua italiana. Chiediamo cioè agli immigrati di fare i test senza avergli mai fatto fare i corsi, se non quelli affidati all’iniziativa dei soggetti di volontariato”.
(25 dicembre 2010)




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