Il partito della nonviolenza a Ventotene per chiedere l’esercito e non la lingua comune.

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Il partito della nonviolenza a Ventotene per chiedere l’esercito e non la lingua comune.

Dichiarazione di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione radicale Esperanto e Responsabile del PRNTT per la Campagna della lingua comune della specie umana.

Non finisce mai di meravigliare, questo Partito Radicale post Pannella. Certo è, però, con mozioni che parlano di lingua comune della specie umana e di necessità di una lingua federale europea fin dal 1993, stupisce non poco il fatto che, anziché farsi portatori dell’istanza di una delle più antiche e consolidate battaglie del PRNTT, quella dell’affermazione dell’equo dialogo transnazionale, di una lingua della nonviolenza culturale nei rapporti tra stati e popoli, si dichiari, come ha fatto ieri a Ventotene il Tesoriere del Partito Radicale, che il primo passo degli Stati Uniti d’Europa dovrebbe essere quello di una difesa comune.

Ma una difesa è necessariamente anche capacità di offesa, di guerra preventiva, di possesso di atomiche come fatto di dissuasione, persino di occupazione degli stessi popoli europei che anelano a maggiore libertà. Tutte cose delle quali nel Partito radicale non si è mai e poi mai discusso.

Eppure una delegazione del Partito dell’antimilitarismo e dell’abolizione del servizio militare obbligatorio, contro lo sterminio per fame e le spese militari, è andato a Ventotene chiedendo, come primo passo del federalismo europeo, non fiori ma cannoni, l’esercito e non la lingua dell’equo dialogo. 

Eppure con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e la conseguente uscita dal novero delle lingua comunitarie della lingua inglese, le possibilità dell’affermazione esperantista in Europa aumentano sensibilmente.

Eppure già nel 1997 il premio nobel per l’Economia Selten aveva spiegato quali erano i costi dell’iniqua comunicazione europea ed internazionale. 

Ma non è la sola “anomalia” questa, alla storia del Partito radicale di Pannella, anche lo striscione utilizzato in italiano-inglese e francese e non, come il sito del PRNTT voluto da Pannella, in italiano, inglese ed Esperanto.

Davvero un peccato che si preferisca dare la parola alle armi da guerra e non a quelle della nonviolenza e del dialogo.

 

 




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