Il Parlamento Ue vuole un comitato per l’Eurozona

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Il Parlamento Ue vuole un comitato per l'Eurozona

BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
Non c'è ambiente europeo che non stia riflettendo sul desiderio inglese di rinegoziare il rapporto della Gran Bretagna con l'Unione. Il Consiglio e la Commissione sono in prima fila, ma neppure il Parlamento può rimanere immune dai rischi (e dalle opportunità) che si nascondono dietro alla posizione britannica. Da qualche settimana, il dibattito a Bruxelles e a Strasburgo riguarda l'ipotesi della creazione di un sotto-insieme dedicato alle questioni della zona euro.
Molti deputati si stanno chiedendo se il Parlamento debba per forza rimanere un'istituzione monolitica dell'Unione a 27. La zona euro si sta integrando sempre più, e l'assemblea parlamentare non può rimanervi indifferente, tanto più che assumerà via via nuovi poteri nel coordinamento delle politiche nazionali (con l'iter del semestre europeo). Nota il laburista britannico David Martin: «Il dibattito inglese sta influenzando la discussione in Parlamento su questo aspetto e sta rafforzando la mano di chi crede nella necessità di una sotto-assemblea della zona euro».
Aggiunge la liberale francese Sylvie Goulard: «Siamo nella fase difficile di rottura del dogma. L'idea che il parlamento sia un'istituzione monolitica dell'Unione sta evolvendo. Come spiegare ai cittadini, per esempio, che la Commissione affari economici sia presieduta da una deputata inglese (Sharon Bowles, Ndr), proveniente da un Paese che ha deciso di rimanere fuori dall'euro e che tra le altre cose è chiamata a firmare il verbale dell'audizione del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi?».
In dicembre, il presidente del Parlamento Martin Schulz ha scritto ai presidenti dei gruppi parlamentari, mettendo l'accento su come la zona euro sia cambiata in questi ultimi due anni: «Se il Parlamento europeo vuole riempire il vuoto di controllo democratico sull'Unione economica e monetaria nella sua nuova dimensione deve creare uno strumento che metta a disposizione le necessarie risorse in termini di personale, tempi di riunione, accesso alle plenarie, e disponibilità dei membri».
Schulz ha proposto quindi la nascita di un organismo dedicato agli affari della zona euro. Dovrebbe essere composto dai parlamentari della zona euro e a cui si potrebbero aggiungere i deputati dei Paesi che hanno l'obbligo di aderire alla moneta unica. L'uomo politico tedesco è alla ricerca di un punto di incontro tra chi pensa che il Parlamento debba adattarsi all'integrazione a 17 e chi invece ritiene che l'assemblea debba rimanere fedele ai 27.
La questione incrocia dubbi giuridici e politici. I Trattati sono chiari sul fatto che il Parlamento europeo è il Parlamento dell'euro. Sta quindi emergendo l'idea di creare un sotto-comitato della Commissione affari economici composto dai deputati della zona euro e dedicato all'unione monetaria. «Sarebbe una soluzione che dimostrerebbe come rispettando i Trattati ci si può adattare all'evoluzione della zona euro», nota Roberto Gualtieri, deputato europeo del Partito democratico.
La signora Goulard è più ambiziosa, e mette l'accento anche sul desiderio dei Governi di rendere i Parlamenti nazionali sempre più partecipi del processo europeo. Ritiene che solo un'assemblea federale dove tutti i cittadini europei siano rappresentati insieme possa assicurare un vero controllo delle politiche communi: «Non dobbiamo dimenticare che una delle ragioni per cui il Sacro Romano Impero si è lentamente disgregato è anche la presenza di una dieta composta da rappresentanti delle varie assemblee locali che si consideravano sovrani».
La moltiplicazione degli affari relativi alla zona euro – la politica monetaria della Bce, il fondo europeo Esm, l'applicazione del nuovo patto di bilancio, le relazioni con l'Eurogruppo, il controllo della vigilanza unica, i programmi economici della troika – spinge alla nascita di un organismo specializzato nella valuta unica. Molti osservatori sono consapevoli dei rischi di una ulteriore divisione tra i 27, ma in questo momento mettono l'accento soprattutto sull'indispensabile integrazione tra i 17.

Il Sole 24 Ore, 26-01-11
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ … d=AbTztJOH




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