Il nuovo Commissario Jan Figel

Posted on in Politica e lingue 4 vedi

JAN FIGEL, COMMISSARIO EUROPEO PER IL … MULTILINGUISMO

di David Ferguson

“Abbiamo impostato un piano d’azione multilingue che include, delle nostre lingue, anche quelle non ufficiali, ma non sicuramente l’Esperanto. Abbiamo già un numero sufficiente di lingue vive in difficoltà, per cui non ‘ è il caso di creare in aggiunta lingue di laboratorio!” . Così si esprimeva l’anno scorso Viviane Reding, allora Commissaria europea per il multilinguismo.

Fu proprio la lussemburghese Reding che promosse l’“Anno europeo delle Lingue”.

Anno -disse- di tutte le Lingue senza eccezione, riconosciute o no, maggio- o mino-ritarie, perché ho sempre sostenuto che non esistono lingue “grandi “ o “piccole”, ma solo lingue “materne” le quali sono , per principio, tutte “grandi”.

I nuovi politici portano sempre, in qualche modo, nuove aspettative. Anche gli Esperantisti , quindi, sperano che la nuova Commissione Europea sia più aperta , o almeno non così male informata sulla Lingua Internazionale.

Nel corso di una lunga intervista con Jan Figel, nuovo membro della Commissione UE per l’educazione, la cultura e il … multilinguismo , abbiamo avuto l’opportunità di rivolgergli alcune domande in materia.

“Una lingua neutrale come l’Esperanto non potrebbe essere una strada percorribile per meglio tutelare la diversità linguistica dell’UE? “

Risposta di Figel: “Io ritengo che, a dispetto di ogni complicazione, il “multilinguismo” sia una caratteristica importante dell’UE. Per quanto mi riguarda, le lingue restino pure tante, anche se ciò significa “maggiori costi”. Meglio questo, che adottare una soluzione “artificiale” o “unicizzante”.“

È chiaro che, dalla domanda postagli, il nuovo Commissario non ha capito che l’Esperanto non mira a sostituirsi alle Lingue Nazionali. Ma come superare questo decisivo fraintendimento, da parte sua come di altri “potentati”? Martin Säckl, è il Direttore di Eacon consultino, agenzia di Relazioni Pubbliche che ha una esperienza pluriennale in ambiente bruxellese . Gli abbiamo chiesto se servirebbe di più una “Lobby Esperanto“ (di… professionisti) o un raggruppamento di Parlamentari favorevoli. Assolutamente quest’ultimo! – ci ha risposto – Tanto più se venisse riconosciuto un gruppo interparlamentare nell’ambito del Parlamento stesso! E sottolinea la positiva importanza di contatti “personali” con gente che parli Esperanto, Säckl ebbe la sua prima esperienza con l’Esperanto nel 1987 ad un “seminario” giovanile di Federalisti Europei. “Fu un membro del Movimento Federalista Austriaco che mi calamitò all’Esperanto, dandomi un suo biglietto da visita sul cui retro compariva l’intera grammatica dell’Esperanto!” Säckl deplora che l’Inglese stia diventando sempre più una specie di “esperanto” per le sfere elitarie dell’Unione Europea. Il filosofo Kant parla della forza delle cose che detta e determina le Leggi: per cui, giusto o ingiusto che sia, “noi” assoggettiamo tutto alle situazioni concrete.

Sarà allora che, quando si tratta di Esperanto e di parità linguistica, anche il nuovo Commissario Figel si sta … adeguando al cosiddetto “potere costrittivo della realtà”? Durante i cinquanta minuti del colloquio concesso, più volte si è colta l’occasione di … sondarlo da un altro punto di vista, tipo : “Ma Lei ha, personalmente, qualche esperienza circa l’Esperanto?” Sempre Figel ha evitato una risposta diretta: “Non riesco ad immaginare uno Stato membro che getti via la propria lingua ufficiale per un aggregato di nuove lingue! Qualsiasi soluzione, vien logico di pensare, deve essere una soluzione vivente e non manipolata. La storia europea ci mostra che lo stesso Latino non viene addirittura più usato neppure nei Congressi Médici, perché … non è una lingua viva!”. Così parla il commissario Figel. Ma se egli non appoggia l’Esperanto ( o magari non l’appoggia ancora) a quali traguardi tende nell’operare linguistico ?

“Sono il Commissario, responsabile in primis per il “multilinguismo”. Ci sono voluti più di quaranta anni per inserirlo, il multilinguismo, non più solamente nell’ordine del giorno amministrativo, ma anche politico. Quindi se l’Unione è per tale soluzione, i mio compito è … di portarla avanti!”

Ma a Bruxelles tutti parlano di “multilinguismo”. Tutti sanno che tutte le lingue sono equiparate e che ce n’è però qualcuna – Inglese, Francese, Tedesco – che è molto più equiparata del suo “slovacco”…. Lo Slovacco, s’intende, del Commissario Figel., il quale così risponde: “Non possiamo e non dobbiamo sottovalutare le Lingue che hanno un minor numero di parlanti. L’UE deve fare tutto quanto occorre per tutelare e promuovere il principio del “multilinguismo”. Resta la verità di fondo che è buona cosa imparare lingue straniere, compreso l’Inglese che è già “Lingua comune” per tanti uomini. Però non dobbiamo scalzare il multilinguismo facendo ricorso ad una lingua unica.”

Figel si è poi anche intrattenuto volentieri sulla dilagante potenza dell’Inglese in seno all’UE. Ha anche riconosciuto che le nazioni anglofone realizzano introiti massicci dalla diffusione dell’Inglese e dallo smercio dei relativi supporti didattici.

In conclusione, Figel sembra esser persona che opera attivamente per il multilinguismo e crede nel valore delle diverse identità culturali in Europa.

Come erudirlo meglio sulla idoneità dell’Esperanto?

(Da “Esperanto” Revuo n. 1179 (3) – marzo 2005). (Traduzione di Carlo Geloso).

[addsig]




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

JAN FIGEL, COMMISSARIO EUROPEO PER IL … MULTILINGUISMO<br /><br />
di David Ferguson<br /><br />
<br /><br />
“Abbiamo impostato un piano d’azione multilingue che include, delle nostre lingue, anche quelle non ufficiali, ma non sicuramente l’Esperanto. Abbiamo già un numero sufficiente di lingue vive in difficoltà, per cui non ‘ è il caso di creare in aggiunta lingue di laboratorio!” . Così si esprimeva l’anno scorso Viviane Reding, allora Commissaria europea per il multilinguismo.<br /><br />
<br /><br />
Fu proprio la lussemburghese Reding che promosse l’“Anno europeo delle Lingue”.<br /><br />
Anno -disse- di tutte le Lingue senza eccezione, riconosciute o no, maggio- o mino-ritarie, perché ho sempre sostenuto che non esistono lingue “grandi “ o “piccole”, ma solo lingue “materne” le quali sono , per principio, tutte “grandi”.<br /><br />
I nuovi politici portano sempre, in qualche modo, nuove aspettative. Anche gli Esperantisti , quindi, sperano che la nuova Commissione Europea sia più aperta , o almeno non così male informata sulla Lingua Internazionale.<br /><br />
Nel corso di una lunga intervista con Jan Figel, nuovo membro della Commissione UE per l’educazione, la cultura e il … multilinguismo , abbiamo avuto l’opportunità di rivolgergli alcune domande in materia.<br /><br />
“Una lingua neutrale come l’Esperanto non potrebbe essere una strada percorribile per meglio tutelare la diversità linguistica dell’UE? “<br /><br />
Risposta di Figel: “Io ritengo che, a dispetto di ogni complicazione, il “multilinguismo” sia una caratteristica importante dell’UE. Per quanto mi riguarda, le lingue restino pure tante, anche se ciò significa “maggiori costi”. Meglio questo, che adottare una soluzione “artificiale” o “unicizzante”.“<br /><br />
È chiaro che, dalla domanda postagli, il nuovo Commissario non ha capito che l’Esperanto non mira a sostituirsi alle Lingue Nazionali. Ma come superare questo decisivo fraintendimento, da parte sua come di altri “potentati”? Martin Säckl, è il Direttore di Eacon consultino, agenzia di Relazioni Pubbliche che ha una esperienza pluriennale in ambiente bruxellese . Gli abbiamo chiesto se servirebbe di più una “Lobby Esperanto“ (di… professionisti) o un raggruppamento di Parlamentari favorevoli. Assolutamente quest’ultimo! – ci ha risposto - Tanto più se venisse riconosciuto un gruppo interparlamentare nell’ambito del Parlamento stesso! E sottolinea la positiva importanza di contatti “personali” con gente che parli Esperanto, Säckl ebbe la sua prima esperienza con l’Esperanto nel 1987 ad un “seminario” giovanile di Federalisti Europei. “Fu un membro del Movimento Federalista Austriaco che mi calamitò all’Esperanto, dandomi un suo biglietto da visita sul cui retro compariva l’intera grammatica dell’Esperanto!” Säckl deplora che l’Inglese stia diventando sempre più una specie di “esperanto” per le sfere elitarie dell’Unione Europea. Il filosofo Kant parla della forza delle cose che detta e determina le Leggi: per cui, giusto o ingiusto che sia, “noi” assoggettiamo tutto alle situazioni concrete.<br /><br />
Sarà allora che, quando si tratta di Esperanto e di parità linguistica, anche il nuovo Commissario Figel si sta … adeguando al cosiddetto “potere costrittivo della realtà”? Durante i cinquanta minuti del colloquio concesso, più volte si è colta l’occasione di … sondarlo da un altro punto di vista, tipo : “Ma Lei ha, personalmente, qualche esperienza circa l’Esperanto?” Sempre Figel ha evitato una risposta diretta: “Non riesco ad immaginare uno Stato membro che getti via la propria lingua ufficiale per un aggregato di nuove lingue! Qualsiasi soluzione, vien logico di pensare, deve essere una soluzione vivente e non manipolata. La storia europea ci mostra che lo stesso Latino non viene addirittura più usato neppure nei Congressi Médici, perché … non è una lingua viva!”. Così parla il commissario Figel. Ma se egli non appoggia l’Esperanto ( o magari non l’appoggia ancora) a quali traguardi tende nell’operare linguistico ?<br /><br />
“Sono il Commissario, responsabile in primis per il “multilinguismo”. Ci sono voluti più di quaranta anni per inserirlo, il multilinguismo, non più solamente nell’ordine del giorno amministrativo, ma anche politico. Quindi se l’Unione è per tale soluzione, i mio compito è … di portarla avanti!”<br /><br />
Ma a Bruxelles tutti parlano di “multilinguismo”. Tutti sanno che tutte le lingue sono equiparate e che ce n’è però qualcuna – Inglese, Francese, Tedesco - che è molto più equiparata del suo “slovacco”…. Lo Slovacco, s’intende, del Commissario Figel., il quale così risponde: “Non possiamo e non dobbiamo sottovalutare le Lingue che hanno un minor numero di parlanti. L’UE deve fare tutto quanto occorre per tutelare e promuovere il principio del “multilinguismo”. Resta la verità di fondo che è buona cosa imparare lingue straniere, compreso l’Inglese che è già “Lingua comune” per tanti uomini. Però non dobbiamo scalzare il multilinguismo facendo ricorso ad una lingua unica.”<br /><br />
Figel si è poi anche intrattenuto volentieri sulla dilagante potenza dell’Inglese in seno all’UE. Ha anche riconosciuto che le nazioni anglofone realizzano introiti massicci dalla diffusione dell’Inglese e dallo smercio dei relativi supporti didattici.<br /><br />
In conclusione, Figel sembra esser persona che opera attivamente per il multilinguismo e crede nel valore delle diverse identità culturali in Europa.<br /><br />
Come erudirlo meglio sulla idoneità dell’Esperanto?<br /><br />
(Da “Esperanto” Revuo n. 1179 (3) - marzo 2005). (Traduzione di Carlo Geloso).<br /><br />
<br /><br />
[addsig]

You need or account to post comment.