Il neotedesco

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In vigore tra le polemiche la riforma dell’ortografia: ma in tanti non ci stanno

Il neotedesco: spaghetti o spagetti?

Da ieri obbligatorie nelle scuole e negli uffici pubblici le nuove regole

Gli ottomila “errori” di Thomas Mann

Da adesso in poi, dunque, ciascuno potrà scrivere il termine italiano come meglio gli aggrada, analogamente a quanto avviene per tutto il resto del lessico tedesco. Un sondaggio ha infatti rivelato che soltanto l’8 per cento della popolazione è disposta ad accettare le nuove regole, vincolanti però a livello scolastico e amministrativo. I due più popolosi land tedeschi, Baviera e Nordreno-Westfalia si sono rifiutati di introdurre la riforma. Il risultato è che quasi la metà degli studenti tedeschi continuerà a scrivere nella lingua usata da Goethe e da Thomas Mann, mentre l’altra metà applicherà regole spesso esilaranti.

Messa in cantiere 9 anni fa, la riforma voleva rendere più semplici alcune regole: la grafia di taluni termini stranieri, come appunto spaghetti, germanizzata; la sostituzione della “eszet” con la doppia s dopo le vocali corte (fiume si scriverà “Fluss” e non più “Fluß”), l’apparizione di tre consonanti identiche in determinate parole composte, come “Fußballänderspiel” (incontro tra nazionali di calcio) che diventa “Fußballländerspiel”; nuove regole per maiuscole e minuscole, punteggiatura, separazione delle parole in sillabe. Invece ha avuto come unico risultato quello di creare un caos linguistico senza precedenti. Tra i giornali, la “Frankfurter Allgemeine Zeitung” continua orgogliosamente e polemicamente a scrivere secondo la vecchia ortografia, mentre gli altri giornali usano un misto tra vecchio e nuovo. E la quasi totalità degli scrittori rifiuta i cambiamenti. “Grazie alle nuove regole” – sottolinea sarcasticamente il “Gruppo de ricerca della lingua tedesca” – il numero di errori di ortografia contenuti nel celeberrimo romanzo “La montagna incantata”, di Thomas Mann, “è passato di colpo da zero a quasi ottomila”.

(Da La Nazione, 2/8/2005).

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