Il motto latino di Parigi diventa il simbolo della nuova resistenza.

Posted on 20 novembre 2015 in Politica e lingue 8 vedi

“Fluctuat nec mergitur”, naviga tra le onde e non affonda. Si legge sui muri, negli striscioni appesi fuori dalle scuole, è diventato anche un popolare hashtag. Qualcuno cercava uno slogan per battezzare la resistenza al terrore di Parigi, ora c’è. Uno dei primi a usarla è stato un noto disegnatore, Joann Sfar sul suo conto Instagram nella notte del 13 novembre. La citazione latina fa parte del simbolo della città dai tempi antichi ma è stato riscoperta in questi giorni, diffusa sui social network e soprattutto dal sindaco Anne Hidalgo che l’ha messa come immagine sul profilo ufficiale su Twitter, ripresa anche nei suoi messaggi alla popolazione per sintetizzare la necessità di non cedere al terrore.

Il coraggio viene dal passato. “Fluctuat nec mergitur” è scritto sullo stemma di Parigi, con un veliero alla conquista del mondo, simbolo degli armatori parigini, la più potente delle corporazioni durante Medioevo quando la Senna era il fiume che portava ricchezza alla città. L’apparizione della frase risale al dodicesimo secolo, adottata nel 1853 come stemma ufficiale dal Prefetto di Parigi, il Barone Haussmann, e regolarmente nella cultura francese fino ai giorni nostri, inserita in una canzone di Georges Brassens o negli album di Astérix. Ora la scritta assume un nuovo significato, dipinta su un grande affresco al centro di piace de la République, la piazza che si era riempita per la manifestazione dell’11 gennaio al grido di “Je suis Charlie”. Questa volta non ci poteva essere un unico nome per mobilitare le coscienze, e non ci saranno cortei, almeno per un po’ visto che lo stato di emergenza proclamato dal governo vieta qualsiasi manifestazione. Ma la saggezza della lingua latina è venuta in soccorso. Fuori da un liceo del Marais la scritta è esibita in un gigantesco striscione, mentre è comparsa anche sul Canal Saint-Martin, non lontano dai café dove ci sono stati gli attacchi di venerdì 13. E pensare che negli ultimi tempi la Francia si era divisa a proposito dell’insegnamento del latino nelle scuole: secondo la riforma del governo non è più obbligatorio. Tanti intellettuali avevano ricordato quanto siano importanti le nostre radici culturali e una certa visione dell’umanità. Per convincere gli studenti a studiare il latino non ci poteva essere occasione migliore.
(Da La repubblica, 20/11/2015).




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