IL MONDO HA BISOGNO DI UN’EUROPA PIÙ FORTE

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IL MONDO HA BISOGNO DI UN’EUROPA PIÙ FORTE

Oggi l`Europa è davvero molto diversa dal 1989. Le forze della globalizzazione insieme alle tecnologie dell`informazione hanno creato un`interdipendenza di nuovo tipo che interessa ogni paese e ogni cittadino europeo.
Nel 1989 Internet, uno strumento che avrebbe cambiato il mondo, non fàceva ancora parte della nostra realtà. I mercati non erano in grado di scatenare in pochi secondi reazioni a catena di dimensioni globali.
Questa è la realtà in cui viviamo oggi, una realtà che condiziona la nostra politica e le sfide strategiche che dobbiamo porci.
È una realtà che vede emergere e svilupparsi rapidamente molte economie e nazioni che, prima di ora, avevano un influsso infinitamente inferiore sugli eventi a livello mondiale. Al sistema bipolare, che ha governato il mondo fino al 1989, si è sostituito un mondo con più poli, più instabile e imprevedibile.
Se l`Europa intende avere un ruolo in questo nuovo mondo, i nostri Stati membri devono comprendere che non dispongono né del potere nédell`influenza per affermarsi da soli. Solo un`Europa unita ha la capacità e la forza di difendere i nostri valori e di promuovere i nostri interessi nel mondo.
Parliamoci chiaro: questi valori e interessi devono essere sostenuti. So bene che, data l`attuale propensione alnegativismo che spesso chiamo «il compiacimiento intellettuale del pessimismo» vi è la tendenza a sottolineare i problemi dell`Europa. Sì, è vero: siamo in un momento difficile. Ma non dobbiamo sminuire il fatto che dalla seconda guerra mondiale, grazie soprattutto al processo di integrazione europea, abbiamo creato i modelli di società più giusti che il genere umano abbia mai conosciuto. Innessun altro luogo si è mai riusciti a realizzare questo equilibrio tra libertà civili, politiche ed economiche: la parità di diritti tra donne e uomini, il rispetto dell`ambiente, l`anelito a livelli più elevati di coesione sociale e di solidarietà con altre parti del mondo meno fortunate. In altre parole: l`economia sociale di mercato che abbiamo costruito attraverso il processo di integrazione, un modello basato su valori che hnno grande forza di trasformazione e ispirazione.
Nell`era della globalizzazione, l` unificazione dell`Europa è più importante che mai per preservare il nostro stile di vita, per proteggere i nostri valori, per rafforzare la prosperità dei nostri cittadini. Agendo insieme siamo più forti perché siamo più nurnerosi. Possiamo creare una dimensione europea. Ciò non nuoce agli Stati membri, ma è piuttosto nel loro interesse. La Germania conta di più oggi nel mondo non solo per la sua potenza economica, ma anche perché è una forza in Europa.
L`Europa è il nostro destino. Nell`unità troviamo inesorabilmente la nostra forza. Per questo dobbiamo rimanere insieme e forgiare un`unione stabile, più profonda, più forte.
Gli argomenti a favore dell`Europa sono in continua evoluzione. L`Europa non è un`idea che può essere definita una volta per tutte,ma è un concetto che può e che deve essere adattato ai mutamenti delle circostanze politiche ed economiche.
Sempre più spesso si sente parlare di potenze emergenti. Lasciatemi dire che la più grande potenza emergente al mondo è l`Unione europea proprio perché, per la sua natura unica, ha la capacità di trasformarsi attraverso la cooperazione e non per imposizione. Negli ultimi mesi ci siamo però dolorosamiente resi conto che presenta anche imperfezioni che dobbiamo correggere. Ma posso dirvi che i nostri partner nel rnondo ci invitano a consolidare questo progetto, ci esortano con forza a non abbandonarlo né indebolirlo. Il mondo ha bisogno di un`Europa più forte. Eppure in Europa alcuni sostengono che il loro paese non ha bisogno del resto dell`Europa. Correnti di populismo, a volte anche di nazionalismo, sono sorte in tutto il nostro continente, imputando a un eccesso d`Europa la responsabilità della difficile situazione attuale, sostenendo che con meno Europa, o addirittura senza Europa, si troverebbero le soluzioni.
Ma così facendo si ignorano le realtà globali e la nostra storia comune, la quale ci insegna che questo continente è semplicemente troppo piccolo e troppo interdipendente per permetterei di stare separati, di voltarci le spalle l`un l`altro. Senza pace e prosperità a Sud o a Est non ci potranno essere pace e prosperità nemmeno a Nord o ad Ovest.
Dobbiamo coinvolgere inostri cittadini in un dibattito onesto e aperto sull`Europa, sui suoi punti forti e le sue debolezze, sul suo potenziale e il suo futuro. Dobbiamo far loro capire qualè la posta in gioco. Dobbiamo scegliere la via della forza, non quella della debolezza. L`unità, non la frammentazione. La strada difficile, non quella facile.
L`Unione europea non promette il paradiso ma è la migliore possibilità di cui disponiamo per conseguire la prosperità. È il più grande, e unico, successo della nostra epoca. Fare del nostro meglio significa cogliere nella crisi l`opportunità di essere creativi in una situazione di declino. L`Unione europea è stata creata per momenti come questo. Insieme dobbiamo sostenerla, dotarla degli strumenti necessari per rendere l`Europa più forte.
I radicali cambiamenti dell`assetto economico e geopolitico di cui siamo testimoni hanno rafforzato in me la convinzione che in questo momento l`Europa deve avanzare unita, altrimenti rischia la frammentazione. L`Europa deve trasforrnarsi oppure entrerà in una fase di declino. Stiamo vivendo un momento cruciale, in cui possiamo serrare i ranghi o diventare insignificanti. Non progredi est regredi.

di JOSÉ MANUEL BARROSO

L`autore è presidente della Commissione europea. Il testo è parte dell`intervento letto ieri a Berlino.

La Repubblica, pag 39
10 novembre 2011




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