Il linguaggio di Smemoranda 2009

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Novità. Arriva l’edizione 2009 della Smemoranda intitolata «msg 4 u!». Un successo che continua dagli anni 90

Appunti come sms, l’agenda cult cambia linguaggio

di Alessandro Beretta

Sulla scia dei cellulari e dei blog di internet, dalla lingua del «sì» si è arrivati alla lingua del «Cmq» (abbreviazione di «comunque»). Un dato di fatto che è diventato il tema della nuova Smemoranda 09 (GUT edizioni, pp. 308, 13), la storica agenda in uscita in questi giorni in un milione di copie, che ha come titolo msg 4 u! (abbreviazione di «a message for you!» o «un messaggio per te!»). Nata nel 1979, diventata fenomeno di costume da metà degli anni Novanta, «la Smemo», com’ è nota tra i banchi di scuola, è l’agenda per eccellenza degli adolescenti: linda a inizio anno, arriva martoriata a fine stagione tra compiti, disegni, pagine di diario e inserti, una testimonianza oggettiva di quante se ne sono passate. Ad aiutare questa vena creativa sono senza dubbio le piccole letture scritte da comici, attori, musicisti e scrittori – tra gli altri Alessandro Bergonzoni, Luciano Ligabue, Gino e Michele, Lella Costa, Raul Montanari e Alessandro Cattelan – accompagnati da tanti vignettisti (Altan, Migneco & Amio, Enzo Lunari). Ecco allora che la lingua italiana ridotta a brandelli dallo «short message service» viene presa con ironia e dietro un «Rm, Rm, xché 6 tu Rm?» di Aldo, Giovanni e Giacomo si cela un «O Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?» in una riduzione via chat del Romeo e Giulietta. Shakespeare probabilmente sarebbe stupito, ma non mancano altri illustri esempi, come nel racconto di Cristiano Cavina dove il narratore passa suggerimenti via sms a una studentessa su l’ «OrFur» di «LdvArst» che sembra «più un frammento di codice fiscale che il nome di uno dei pochi geni della nostra letteratura» com’ è quello di Ludovico Ariosto e dell’Orlando Furioso. A parte i giochi di linguaggio e i richiami letterari, tante pagine compongono una divertente indagine sociologica, come in Paranoic Love di Giuseppe Culicchia, dove la narratrice ossessiona di messaggi il ragazzo baciato la sera prima con un «PER FAVORE PUOI RISPONDERMI?» (il maiuscolo indica il tono) o in quelle in cui Claudio Bisio si orienta tra termini come «Nick» che è «soprannome, o nome utente» ma è anche il «Santo patrono di Bari in inglese». I toni più accademici e polemici, a sorpresa, li ha la Gialappa’ s Band che si chiede: «Che fine farà la nostra lingua? Non solo quella aulica di Dante e Manzoni, ma persino quella più prosaica di Totti e Di Pietro?». Una domanda rivolta ai giovani che forse risponderanno: «Chi vivrà vedrà», o meglio: «k vvrà vdrà».

(Dal Corriere della Sera, 1/7/2008). [addsig]




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