Il lessico di W

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Il nuovo lessico

Anche all’inizio del Pd c’è il verbo

Veltroni l’ ha scoperto in un cassettone e lo declina così

di Alessandra Sardoni

A Veltroni l’idea che in principio, anche per il Pd, poteva essere il verbo è venuta da un cassettone. Il cassettone di famiglia in cui conserva tutti i suoi discorsi politici dalle origini ai giorni nostri. Rileggendoli a caccia di ispirazione W si è accorto che l’incipit era sempre lo stesso: “Il paese sta vivendo una crisi drammatica”. Ha deciso allora che la questione della lingua era prioritaria e un lessico nuovo la mission del nuovo partito. La versione (…) è che il furore linguistico di W nasca da una meno originale e più prevedibile insofferenza per il “circuito mediatico”, per le parole dei “talk show”. Meraviglia barocca, melo contemporaneo, berlusconismi, pochi anglicismi (due “think tank” e “talk show”). Il nuovo lessico veltroniano vive di contaminazioni. Figura retorica preferita l’ossimoro, ma dopo Crozza lo sanno tutti ed è riduttivo, W ama anche l’iperbole, la sinestesia e le colonne sonore generazionali specie se fanno correre qualche brivido. W non ha paura di essere retorico, indispensabile – a riprova del suo coraggio – ricorrere al già citato sintagma dedicato ai poveri: “Futuri senza prospettive”. E anche la locuzione “No a un ambientalismo che sia vestale dell’intangibilità del tutto”.

Berlusconismi: sì ci sono. Da “spallata” nella prima pagina del discorso d’esordio al Lingotto all’uso reiterato della copia d’opposti odio/amore.

W non ha paura dei sentimenti. C’è l’Italia che non odia e che spera. L’odio che presuppone appartenenze ideologiche. Dice W: “Non esistono più ideologie chiuse. E’ finito il tempo in cui tutti la pensavano allo stesso modo”.

Meraviglia, meraviglioso: tutto può esserlo nel mondo di W. La politica, l’Italia, le opere degli architetti contemporanei… Le contraddizioni sono meravigliose. Perfino Prodi è meraviglioso (attestato solo una volta sempre a Venezia) …

Bellezza: la politica è bella… E’ bella “l’Italia del lavoro e della speranza”… è bello il Pd…

Francesismi: grandeur. Sarkozy è un modello non solo sulla sicurezza. “L’Italia deve tornare ad essere una grande nazione…”…

Espressioni colloquiali: sfiga. “Basta con l’aria un po’ sfigata della sinistra”…

Eufemismi: “Massimo Cacciari, Bernard – Henri Lévy e Adriano Sofri coltivano la virtù dell’autonomia. La loro bizzosità è vitale”.

Parole chiave (generalmente rivolte a Prodi): discontinuità, innovazione, cambiamento, dialettica. Un’altra stagione, un’altra storia.

Parole chiave (rivolte alla società civile): coesione, condivisione, ottimismo, fiducia, unità d’Italia, quest’ultima anche nella categoria Risorgimento.

Popolo, popolare: accezione diversa da quella della canzone di Fossati e anche dal Partito popolare italiano di Franco Marini. Partito di popolo (ma sul piano connotativi anche richiamo alle leghe, ai braccianti, ai sindacati. Solo una volta).

Geografia: Birmania molto usata, Africa meno di Birmania, Iran solo due volte. Usa solo a Bari accanto a D’Alema.

Nomi propri: più che altro quelli di battesimo. W chiama tutti per nome.

(Da Il Foglio, 17/10/2007).

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