Il lessico della verità dell’Europa comincia con la voce “lingua federale”.

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Giorgio Squinzi

Il Presidente di Confindustria, intervenuto sulle dimissioni di Monti e l’inizio de facto della campagna elettorale, ha auspicato la comparsa di un ‘lessico della verità’ che impedisca ai partiti facili promesse e, agli elettori, di crederci. In questo contesto Squinzi ha parlato di cessione di sovranità, integrazione bancaria e politiche comuni, ‘così si può fare l’Europa in qualche decennio’ ha detto. «Peccato solo che quest’affermazione sia piuttosto un ‘lessico della falsità’, non corrisponda alla verità, né possa essere considerata responsabile visti i ritmi parossistici dell’attacco all’Euro» ha affermato Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. «Gli Stati Uniti d’Europa non possono e non devono attendere tanto. In quanto europei non ce lo possiamo permettere, pena il finire definitivamente schiacciati dalle superpotenze storiche e da quelle emergenti. La strada più diretta e semplice per contrastare la colonizzazione in atto e costruire l’Europa in poco più di cinque anni si chiama lingua federale: solo l’introduzione dell’esperanto permetterà una rapida e profonda integrazione economica e sociale, aprendo nuovi scenari imprenditoriali fino ad ora inimmaginabili» ha continuato il Segretario dell’ERA. «Si pensi solo, per esempio, alla facilità con cui negli Stati Uniti d’Europa potrebbe essere creato un network televisivo con un mercato interno linguisticamente unificato di 500 milioni di persone, da aggiungere a tutti i potenziali clienti raggiungibili nei giganti asiatici, da dove la voglia di non soccombere all’inglese giunge fortissima, Cina e Giappone in testa. Un semplice esempio che mostra quale sia l’unica vera strada percorribile per la crescita economica tanto auspicata da Squinzi. Il lessico della verità dell’Europa comincia con la voce ‘lingua federale’» ha detto in conclusione il dirigente Radicale.




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