Il giornalistA -o, e… la-il casalingA -o..

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Il giornalistA -o, e… la-il casalingA -o..

La “scivolosa questione”.
Pare che sia stata ufficializzata, più che altrove, a Trieste ed io, da triestino di adozione ho potuto ascoltare la vox populi, in centro città, (nei pressi dell’edicola di piazza Goldoni): “…se non le xe cof(f)e (matte)non le ciol (prendono)” ; “…se a le babe te ghe da un dedo lore te ciol la mano e pure el brazo…” ;”… ‘I disi ‘ste robe (monade) per inscempiar la gente …” (storica frase di chiusura della rubrica “la cittadella”, sul Piccolo). Per non parlare delle finali in * (asterisco) naturalmente: “…peg(g)io el tacon del buso !”.
Il nostro moderatore ha esposto i fatti con un atteggiamento da cronista quasi neutrale. Però non si può negare che anche dalla prosa più controllata qualche messaggio non verbale (sotto i baffi) trapela.
La “casalinga” a mio parere ha trattato molto bene l’argomento mentre la risposta di PdS non mi ha convinto per quanto riguarda il supposto aspetto sociale discriminatorio dei mestieri: lo spazzino (pardon…operatore ecologico) è maschile ( anche a Ts “scovazin”) , come pure l’imbianchino,il falegname,e tante altre occupazioni non elitarie.
Mi convince molto, invece, la chiusura di PdS : “…ogni dichiarazione d’intenti dovrà vedersela con la pratica.”
E se la pratica è quella che tiene pervicacemente in piedi il “piuttosto che” a sproposito, o gli “a me colpisce” e gli “a me impressiona”, etc…, la lotta alle “asimmetrie” sarà dura. Anche perchè “li fimmini” non sono tutte femministe e a qualche “piccola differenza” ci tengono, e come! vincenzorossitto

Di Stefano
Senza cercare le soluzioni più estreme, tipo “professora”, a me femminili “questora”, “sindaca”, “prefetta”, “assessor”, “ministra” convincono eccome.
(Da forum.corriere.it/leggere_e_scrivere, 19/9/2014).

 




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