Il futuro della lingua spagnola

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L’intervento

Una lingua avversata in Patria ma che nel mondo sta quasi sostituendo l’inglese

di Claudio Siniscalchi

Nel mondo a parlare lo spagnolo sono più o meno in 400 milioni. Il castigliano, lo spagnolo puro, si parla in Europa, ovviamente in Spagna. Ma uno spagnolo non ha grandissima difficoltà, come ad esempio uno svedese, a capire cosa dicono i portoghesi, i francesi e gli italiani. Riesce a capire anche qualcosa del rumeno. E lo stesso spagnolo che si reca in America latina, dalla Terra del Fuego al Messico, tranne in Brasile, non ha nessun problema nel comunicare: si parla spagnolo, solo con una pronuncia diversa, e con parole che assumono altro senso (mai dire in America Latina “coger”, in castigliano prendere: ha un significato meramente sessuale), o con vocaboli ormai in disuso (un cileno nell’atto di farsi la barba dirà rasurar e non afeitar; il dizionario della Real Academia contiene entrambi i verbi, ma su una bomboletta di schiuma da barba troverete sempre scritto afeitar). E lo stesso spagnolo che decide di entrare in America, scopre che negli Stati più popolosi si parla dappertutto il castigliano (più o meno puro): in California, in Nevada, in Texas, in Florida, a New York, dove nella metropolitana si trovano doppie indicazioni in inglese e in spagnolo.

Negli Stati Uniti gli ispanici sono il 12% della popolazione, come i neri, contro il 4% di asiatici. E sono destinati a crescere, dati i flussi di immigrazione e la propensione a fare figli. Questo dato sta spaventando non poco gli americani, tanto da spingere un illustre studioso, Samuel P. Huntigton, a denunciare il pericolo del rischio di un radicale cambio della identità americana, come ha sostenuto nel suo polemico saggio “Who Are We?” (2004). Già adesso molti sostengono che la lingua “passepartout” sia lo spagnolo, e non l’inglese. Ma pure se non lo è, presto rischia di diventarlo. E, alla luce di tutto ciò, cosa si sta combattendo attualmente in Spagna? Nientemeno che la “battaglia del castigliano”. Con ragioni da vendere un gruppo di intellettuali, tra cui il filosofo Fernando Savater e lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, hanno denunciato il rischio che le lingue locali possano aver la meglio sul castigliano. Il catalano nella Catalogna, e la lingua basca nei Paesi Baschi, rischiano di emarginare nell’insegnamento scolastico il castigliano, diventando l’unica lingua obbligatoria da studiare.

Quindi addio al bilinguismo. Questa follia linguistica trova nel governo del socialista José Luis Rodrìguez Zapatero un blando oppositore. Il Partito Popolare di Mariano Rajoy, invece, seguendo la tradizione della propria storia, è invece nettamente contrario. E difatti alle recenti elezioni politiche in Catalogna e nei Paesi Baschi è uscito fortemente penalizzato. I socialisti hanno potuto conservare il potere contando nel successo in quelle regioni. L’ostilità alla lingua castigliana è una vecchia polemica, affiorata già ai tempi della “repubblica”, e mai più riaperta durante il franchismo. Dopo il 1975 i conservatori e soprattutto il governo del socialista Felipe Gonzàles, hanno concesso ampie autonomie ai Paesi Baschi e alla Catalogna, per venire incontro alle richieste indipendentiste locali, compreso il bilinguismo, mai accettato da Franco. La Catalogna, a cominciare da Barcellona, ne ha beneficiato nell’intraprendenza dello sviluppo industriale e nella modernizzazione. Lo stesso hanno saputo fare alcune città-modello basche come San Sebàstian o Bilbao (o la vicinissima Pamplona nella Navarra), nonostante l’irredentismo del Partito Nazionalista Basco con la sua ideologia Euskal Herria (il popolo che parla la lingua basca) e il terrorismo dell’ETA. Ma alla sacrosanta richiesta di autonomia, anche linguistica, la strada che si sta imboccando adesso appare davvero anacronistica. L’obbligo di parlare la lingua basca, la catalana o anche la galiziana, farà compiere alla Spagna un clamoroso passo indietro. Non tanto dall’Europa, ma dalla propria storia. Cervantes si sta rovesciando nella tomba.

(Da Libero, 26/6/2008).

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