Il dibattito: la lingua di Goethe è ostaggio degli anglicismi?

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Quella parolaccia inglese sdoganata dalla Merkel

Il dibattito: la lingua di Goethe è ostaggio degli anglicismi?

di Paolo Lepri

«Il tedesco deve diventare uno degli strumenti di lavoro dell’Unione Europea», si legge nel programma elettorale della Cdu, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel.
Nel frattempo, in attesa di imporsi nelle riunioni brussellesi, la lingua di Goethe si apre al mondo esterno senza complessi di superiorità. Una parola inglese non particolarmente raffinata, shitstorm (tempesta di m…), è stata ammessa nel Duden, il prestigioso dizionario che oltre a certificare tutto quello che va sistematizzato, dall’ortografia alla pronuncia, registra i mutamenti lessicali che sopravvengono progressivamente in Germania. «Il vocabolario cambia così tanto che è importante rinnovare il suo contenuto», ha dichiarato il suo direttore, Werner Scholze-Stubenrecht.
Se tutto questo è vero, non si poteva certamente ignorare shitstorm, che già un anno fa era stata eletta «l’anglicismo dell’anno» da una giuria di esperti. A sdoganarla, tra l’altro, è stata la Cancelliera in persona che l’ha pronunciata in un’occasione pubblica senza che nessuno avesse niente da ridire.
«Un uragano di proteste nel mondo della comunicazione, associato a commenti offensivi», è la definizione che il Duden dà di questo termine, molto usato in Germania quando attorno ad un argomento o ad una persona si scatena un polverone mediatico. Uno dei più grandi shitstorm del recente passato scoppiò quando si scoprì nel 2011 che l’allora ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg, astro nascente della politica tedesca, aveva copiato la tesi di dottorato. Fu ribattezzato Googlenberg e si dimise. «Negli ultimi anni, questa parola è entrata così tanto nell’uso di ogni giorno che adesso appare nella nuova edizione del nostro dizionario», ha spiegato la responsabile comunicazione del Duden, Nicole Weiffen. Un altro segno dei tempi è che tra i nuovi ingressi nella ventiseiesima edizione della bibbia lessicale tedesca ha fatto il suo debutto Vorstandin, con cui si indica una manager donna che fa parte di un consiglio di amministrazione.
La nuova edizione è stata consegnata al sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, nel corso di una cerimonia alla porta di Brandeburgo.
Ma più in generale, il caso di shitstorm si inquadra nel rapporto controverso che i tedeschi hanno per quello che viene chiamato il «denglish». Sono in molti a sostenere che la lingua parlata in Germania sia troppo facilmente ostaggio dei vocaboli angloamericani. Questo accade particolarmente nel campo della tecnica, dell’informatica, della pubblicità. Ma esistono anche parole prese dall’inglese usate nella vita di tutti i giorni, come per esempio handy, che vuol dire telefono portatile. E c`è chi ha scelto di correre ai ripari, come per esempio Deutsche Bahn, la grande azienda statale delle ferrovie, che ha deciso di compiere una approfondita revisione di tutta la terminologia non in tedesco con cui ci si rivolge ai viaggiatori. Circa duemila anglicismi – per esempio highlights, hotlines, bonus, lifestyle, package deal – verranno sostituiti da appropriate alternative.
Non solo in treno, però, c’è chi arriva e chi parte. Mentre viene dato il benvenuto ai neologismi, poco tempo fa è stata salutata per sempre Rindfleischetikettierungsiiberwachungsaufgabeniibertragungsgesetz, la parola di 63 lettere che
fino ad ora batteva tutti i record di lunghezza secondo le pubblicazioni specializzate in questo tipo di classifiche. Voleva dire, più o meno, «legge sul trasferimento degli obblighi di sorveglianza sull’etichettamento della carne bovina». E’ stata abolita, non perché assurdamente complicata, ma perché la normativa europea a cui si riferiva non è più in vigore. Il Duden, bontà sua, non la registrava in quanto troppo poco usata. Quando è stata soppressa,
non c’è stato nessuno shitstorm.
(Dal Corriere della Sera, 8/7/2013).




1 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

Lingua e potere<br />
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L’AVANZATA IRRESISTIBILE DEL DENGLISH <br />
<br />
di VINCENZO LATRONICO <br />
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Fra le nuove cose che dal 2013 possono dire i tedeschi, ci sono parole come Eurobond, Facebook e Lol ognuno a suo modo indicativo dello spirito del tempo. Dopo l’uscita del nuovo Duden, però, presto l’attenzione pubblica si è concentrata sul prestito inglese shitstorm, nel 2011 nominato anglicismo dell’anno dal blog di linguistica tedesca Lexicographieblog. <br />
Letteralmente, shitstorm significa «tempesta di merda». In inglese caratterizza in modo piuttosto volgare una polemica violenta e partecipata; in tedesco questo senso viene ristretto alle controversie esplose su Internet, in particolar modo sui social. Col passaggio di frontiera la parola ha anche perso parte della sua volgarità, ed è finita ad arricchire il già corposissimo bagaglio di termini inglesi nella lingua tedesca - tanto corposo da portare alla creazione di due nuove parole, Denglisch ed Engleutsch, a descrivere con più o meno pessimismo una lingua avvertita dai suoi stessi parlanti come sempre più ibrida. La comparsa di un prestito linguistico spesso testimonia, oltre all’origine geografica di ciò a cui si riferisce, la nascita di qualcosa di nuovo - un oggetto o un fenomeno la cui specificità non è catturata da alcuna parola della lingua di arrivo. In questo senso, al di là dell’attenuazione della <br />
volgarità percepita (difficilmente un capo di stato avrebbe usato un termine equivalente nella propria lingua), l’ingresso di shitstorm nel tedesco ufficiale è indicativo della piega che sempre più spesso prendono le partecipatissime discussioni in Rete - e della loro crescente importanza nel dibattito pubblico. Nel succedersi degli influssi linguistici spesso si specchia la storia più ampia. Nel corso dell’ultimo secolo, l’influenza un tempo fortissima del francese ha lasciato il posto all’inglese, parallelamente alle trasformazioni delle gerarchie internazionali del potere <br />
politico e tecnologico. Allo stesso modo, il campo semantico più saccheggiato in un dato momento riflette di volta in volta l’evoluzione della scienza e dei costumi. E evidente che questo campo, oggi, sia quello della Rete, e che la lingua sia l’inglese o l’angloamericano: dopo aver esportati nei decenni scorsi il lessico descrittivo delle infrastrutture e dei contenuti (Internet, wireless, chat, blog) oggi tocca agli effetti che queste infrastrutture e questi contenuti hanno sulla nostra vita, pubblica e privata. Nell’edizione del 2009 del Duden comparivano, fra le altre cose, Web 2.0 e il verbo twittern; in quella del 2013 Social Media e, bè, shitstorm. <br />
(Dal Corriere della Sera, 8/7/2013).

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