Il Dibattito alla Camera sulla Costituzione europea

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Il Dibattito alla Camera sulla Costituzione europea

Con 436 voti a favore, 28 contrari e 5 astenuti è stata approvata il 25 gennaio scorso alla camera dei deputati la ratifica del trattato costituzionale europeo. Tutti gli intervenuti hanno convenuto sullo scarso spazio concesso alla discussione di questo storico passaggio e sulla necessità di migliorare il trattato, benché le proposte siano diverse e le linee base del trattato largamente condivise.

Anche tra gli stessi oratori pronunciatisi favore vi è stata comunanza di vedute su questi punti, anche se con accenti diversi. Se On. Adornato (FI) ha sottolineato la necessità di modificare il patto di stabilità per dare

nuovo slancio alla crescita economica, On. Castagnetti, parlando a nome della lista Uniti nell’Ulivo, ha fatto notare come sia necessario prevedere misure per dissuadere i cittadini europei a votare contro il trattato nei loro referendum di ratifica, ipotizzando che non tutti i paesi membri ratifichino il trattato e le possibili soluzioni per andare avanti nell’integrazione europea. In tal senso ha sostenuto che padri fondatori come De Gasperi, Colorni o Spinelli avrebbero sostenuto con forza questo testo. On. Volontè (UDC) e l’esponente di AN hanno fatto notare la grave mancanza di un chiaro riferimento alle radici cristiane-giudaiche nell’identità storica-culturale comune europea. In tal senso il governo ha recepito un ordine del giorno della maggioranza, impegnandosi di porre la questione in occasione della prima procedura di revisione del trattato costituzionale. Comunque tutti gli intervenuti a favore si sono ritrovati in accordo nel considerare il trattato un passo in avanti nel percorso dell’integrazione europea.

Diversamente ci sono stati delle voci critiche a tale trattato partendo anche questi da un punto comune: l’assenza di una chiara identità dell’Europa che si vuole costruire, anche se individuano diverse ragioni.

Cosi mentre l’On. Alfiero Grandi motiva il suo voto a favore unicamente per ragioni di disciplina con il gruppo DS di cui fa parte, ma esprime la sua posizione personale a favore dell’astensione, On. Russo Spena esprime il parere contrario del gruppo di Rifondazione e del partito della Sinistra europea alla ratifica, rilevando l’esigenza di maggiori forme di democrazia, della necessità “di piu europa” e della mancanza di una reale politica sociale europea che si possa contrapporre al neoliberismo della globalizzazione dominante. Lo stesso On. Cè (Lega) fa sue le critiche di una Europa fondata sulle multinazionali e le tecnocrazie; lamenta la mancanza di una chiara identità europea di stampo cristiano che degenera nel riconoscimento di comportamenti amorali e contro natura; denuncia una Europa centralista e limitante della autodeterminazione dei popoli. Infine On. Pecoraro Scanio, dichiarando l’astensione del gruppo dei verdi, lamenta il mancante richiamo al ripudio della guerra nella costituzione richiesto a grande voce dai movimenti europei; denuncia un deficit di legittimazione democratica per un tale passaggio storico e rivendica le tradizionali richieste dei federalisti europei in tal senso, citando l’azione di Spinelli. Inoltre annuncia una campagna dei verdi europei per introdurre l’istituto del referendum europeo nella prossima versione del trattato e denuncia l’occasione persa in Italia di non convocare un referendum sul tipo di quello tenutosi nel 1989 per legittimare la ratifica della costituzione, come indicato dalle proposte di legge presentate dalla Lega, Rifondazione e dagli stessi Verdi.

La seduta si è concluso con una grande applauso della plenaria alle parole di congratulazione del Pres. Casini e l’annuncio che il dibattito verrà ripreso al più presto al Senato, presumibilmente a cavallo tra i mesi di febbraio e marzo.

Paolo Acunzo

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