Il comitato italo americano per l’istruzione promuove la lingua italiana a rischio estinzione

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Tu vuo’ fa’ l’italiano?

Da Mika al nuovo sindaco di New York Bill De Blasio: l’Italia e la sua lingua stanno avendo una rinascita inattesa nella cultura pop internazionale

Bill De Blasio, il nuovo sindaco di New York, parla un perfetto italiano. Non è una cosa molto comune fra gli immigrati di terza generazione, i cui nonni era più facile parlassero il dialetto delle loro origini piuttosto che la lingua standard nazionale. L’accento di De Blasio è leggermente anglofono, ma la conoscenza è impeccabile: una bella sorpresa che arriva in un momento in cui la cultura (e la lingua) italiana stanno avendo una piccola rinascita sulla scena internazionale.

I tempi in cui l’italiano era la lingua ufficiale della cultura, della poesia e della musica sono finiti da un pezzo, così come l’usanza fra i ricchi dall’animo artistico di fare un viaggio attraverso una Penisola italiana straziata dalla povertà e dalle guerre, ma un po’ della vecchia gloria rimane: e quello che il critico musicale Simon Reynolds chiama Retromania fa la sua parte.
Gli East-Coaster appartenenti all’élite culturale come il frontman dei Grizzly Bear Ed Droste si fotografano mentre giocano a bocce (l’antenato locale del bowling); Quentin Tarantino continua a trarre ispirazione dal cinema italiano (per chi non l’ha visto: confrontare il cammeo di Franco Nero nella versione originale di Django Unchained con la dizione del personaggio di Fabrizio in Titanic, per capire la differenza fra come suona l’italiano e come gli americani pensano che suoni); la popstar internazionale di origini libanesi e americane Mika vive in Italia, dove sta svolgendo il compito di giudice nella popolarissima versione locale di X Factor. Per l’occasione, Mika ha imparato la lingua in un corso intensivo di tre mesi: ora parla italiano in maniera abbastanza fluida da interagire con i concorrenti e gli altri giudici, e i suoi lapsus sono diventati tormentoni. Quando dice “choosato” invece di “scelto”, viene giù il teatro. E il gestore di ristoranti Luca Manfè ha appena vinto MasterChef USA cucinando il frico, piatto tradizionale del suo nativo Friuli.
L’italiano viene scelto come lingua straniera da una fetta considerevole di studenti americani, anche grazie allo IACE, la commissione italo-americana per l’istruzione che si occupa di promuovere lo studio di questa lingua a rischio estinzione. E ora che il film del canale Lifetime su Donatella Versace (uno dei volti più riconoscibili fra gli italiani viventi) è diventato l’argomento del giorno sui siti di pop culture, l’Italia è un picco di popolarità mai più raggiunto dai tempi di Insonnia d’amore, e la sua ode al tiramisù. 

Di GIULIA BLASI.
(Da vogue.it, novembre 2013).

 




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