Il codice indecifrabile lo è un po’ meno.

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Misteri Due studiosi Usa convinti di aver trovato la chiave del manoscritto Voynich.

Il codice indecifrabile lo è un po’ meno.

di Paola de Carolis.

Sciolto il segreto? Cosa rappresentano le 204 pagine di testi e disegni chiuse in una biblioteca di Yale che da secoli costituiscono un rompicapo per gli studiosi? Stando a due esperti statunitensi il manoscritto Vojnich, considerato uno dei libri più misteriosi al mondo, sarebbe un trattato di botanica scritto in una lingua del Messico.
Il volume venne acquistato all’inizio del XX secolo da un mercante di libri polacchi – Wilfrid Voynich – che lo recupera dal collegio gesuita di Villa Mandragone, vicino a Frascati. L’ipotesi che si trattasse di un tiro giocato all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo, che nel XVI secolo lo aveva comprato per una cifra da capogiro, è stata smontata da un esame al carbonio che ha datato la pergamena utilizzata per il manoscritto tra il 1401 e il 1438. Ora Arthur Tucker, della Delaware State Tucker, e il collega Roxford Talbert sostengono di aver identificato una delle piante raffigurate. Si tratterebbe di un arbusto atzeco, “xiuhamolli”, nominato in un rispettabile trattato del 1552. “I due disegni sono talmente simili che sembrano realizzati dalla stessa mano”, spiega Tucker. Rimangono sconosciute le altre figure, così come l’alfabeto utilizzato, ma questo primo passo, sottolinea Tucker, potrebbe essere “un pezzo del puzzle”.
(Dal Corriere della Sera, 9/2/2014).

 




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