Il cinema italiano protagonista a New York

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Al via il Festival “Open Roads”. Il direttore dell’istituto culturale Viale: «Un’occasione per capire
le specificità dei nostri prodotti»
francesco semprini

Il Cinema italiano torna protagonista negli Stati Uniti con “Open Roads”, il festival in scena al Lincoln Center di New York giunto alla tredicesima edizione. Un appuntamento nato nel 2001 dall’iniziativa di Richard Pena e Antonio Monda, e divenuto ormai consueto ma sempre attesissimo per gli amanti della cinematografia “made in Italy”.

Quest’anno, è un accadimento ancora più significativo perché coincide con il “2013, anno della cultura italiana degli Stati Uniti”, fatto che “conferisce a questa nostra manifestazione un senso ancor più profondo oltre a rafforzare l’immagine del nostro cinema nel mondo”, spiega Monda nel corso della cerimonia inaugurale. La rassegna è organizzata da Film Society Lincoln Center in partnership con l’Istituto Luce-Cinecittà-Filmitalia, il sostegno del ministero per i Beni e le Attività Culturali, e in collaborazione con l’Istituto di Cultura Italiana di New York, dell’Italian trade commission, dalla Casa Italiana Zerilli-Marimo di Nyu.

“Che si tratti di un thriller politico, di satira o di una commedia romantica, la cosa più interessante è come, in diversi modi, la maggior parte di questi film affrontano impegnative questioni sociali e politiche dell’Italia contemporanea”, sottolinea Marcela Goglio di Film Society of Lincoln Center. La rassegna, in corso sino al 12 giugno, vede ogni giorno in scena pellicole di volti e registi noti del cinema nostrano al fianco di emergenti. L’esordio è stato affidato a ’Every Blessed Day’ – ’Tutti i santi giorni’, commedia romantica di Paolo Virzì, che vede protagonista Luca Marinelli nella parte del buono e gentile cadenzato da un accento toscano vecchio stile. “E’ stata la principale difficoltà”, ha rivelato lo stesso attore, romano doc. Ci sono anche “La scoperta dell’alba”, di Susanna Nicchiarelli, storia di una donna che indaga sulla morte del padre avvenuta 30 anni prima, e “La Bella Addormentata”, con cui Marco Bellocchio porta la storia di quattro personaggi coinvolti in qualche modo nel tema dell’eutanasia e di Eluana Englaro nell’America di Terry Schiavo. E ancora “Il volto di un’altra”, di Pappi Corsicato, sulla valletta di un famoso programma televisivo, “The First Man” di Gianni Amelio, “Handmade Cinema” di Guido Torlonia, che racconta il lavoro di chi sta dietro la macchina da presa. Maria Sole Tognazzi porta il tema dei single col suo “Viaggio sola”, a seguire “E’ stato il figlio”, di Daniele Cipri, “Nina”, di Elisa Fuksas, “Bellas Mariposas”, di Salvatore Mereu. Ed infine, “Piazza Fontana: Romanzo di una strage”, di Marco Tullio Giordana, la pellicola che a detta di molti ha suscitato sino ad ora più curiosità tra il pubblico americano.

Open Roads è però anche l’occasione per riflettere su alcune tematiche attuali legati al cinema e più in generale alla cultura, vittima prima di altre della crisi e delle esigenze di bilancio, ed esposta ai rischi di una concorrenza che sotto i colpi della globalizzazione rischia di creare più danni che vantaggi. Lo spiega il direttore dell’Istituto italiano di cultura di New York nel corso del consueto pranzo inaugurale da Barbetta, ristorante della City che da un secolo esatto consente di degustare l’autentica cucina piemontese: ’’Il festival del cinema Open Roads serve anche per capire le specificità di questo prodotto culturale italiano’’. In relazione ai negoziati per la conclusione di un accordo globale di libero scambio tra Stati Uniti ed Europa, Viale ha sottolineato come ’’il pericolo per queste identita’ culturali nazionali – che si stanno riscontrando in altri Paesi europei come ad esempio la Francia e la Germania – è rappresentato dal fatto che un mercato del tutto aperto per i prodotti audiovisivi come potrebbe derivare dal nuovo accordo sul trattato commerciale, rischia di aprire le porte ad una concorrenza di tipo assoluto del made in Usa che finirebbe per annichilire la produzione nazionale’’. Un danno quindi per l’Italia: ’’Si deve agire con molta attenzione – chiosa Viale – in particolare per i prodotti culturali, per l’informazione e la conoscenza, è necessario costruire contesti di mercato con caratteristiche differenti e non affidarsi alla libera concorrenza sfrenata’’.

Da: http://www.lastampa.it/2013/06/09/ester … agina.html 09/06/2013




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