Il “ciaone” del ministro della cultura.

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Mister cultura.

Anche Franceschini cade sul “Ciaone”: povero lui, viene massacrato.

Ti followo, ti ritwitto, ti whattsAppo con un selfie postato su Instagram e poi… Ciaone. Passi il popolo della Rete, passino i grillini che ’so ragazzi e vivono su Internet, passino le slides con i pesciolini rossi e passi anche Ernesto Carbone, deputato Pd che vuole fare il super giovane e sfotte gli avversari con linguaggio bullesco, ma il ministro dei Beni culturali proprio no. Da lui il ciaone non ce l’aspettavamo. Invece, Dario Franceschini, democristiano alla corte di Renzi piazzato alla guida del dicastero che si occupa di cultura e turismo, ha voluto fare il simpatico anche lui. «Ciaone alla Bild», ha cinguettato incurante delle polemiche che hanno investito il collega di partito, «vi accoglie questo azzurro che gli italiani stanno fotografando».
Il riferimento è all’allarme lanciato dal giornale tedesco a proposito del rischio attentati sulle nostre spiagge. Per Franceschini è tutto ok, altro che paura da Isis, quelli della Bild hanno preso un granchio, non sanno che qui siamo in una botte di ferro: è questo il significato del tweet lanciato in sostegno della campagna dell’Enit che ha (giustamente) diffuso immagini di posti da sogno nel nostro Paese. Una campagna di azzurro fatta di cielo e di mare, di splendide coste italiane dove trascorrere vacanze tranquille. Peccato che, più delle foto, rimanga il «ciaone» del ministro e una marea di commenti indignati.
Come quello del prof-scrittore Alessandro D’Avenia: «Chi emette la sequenza di lettere “ciaone” durante l’ora di italiano, per qualsivoglia cagione, si ritenga indebitato nella suddetta materia». Ettore Bianchi: «Se questo è un ministro dei beni e delle attività culturali!!!». Johnny Palomba: «Ho come l’impressione che ciaone abbia la forma di un boomerang». C’è chi ironizza con l’immagine di un vecchio scooter modello Ciao della Piaggio, e chi immortala Hillary Clinton che saluta e fa «Hellone» con la mano.
In soccorso di Franceschini è arrivata la Treccani che ha deciso d’inserire nel nuovo dizionario dei neologismi il termine usato da Carbone per ridicolizzare i promotori del referendum sulle trivelle. «Ciaone, accrescitivo di ciao, è usato a fini scherzosi, in particolare tra i giovani, nel cinema, nella musica e ha ormai preso piede sui mass media come era stato per bamboccioni con Tommaso Padoa Schioppa», ha spiegato la linguista Valeria Della Valle. Idem «salvinata» per definire una sparata tipica di Matteo Salvini.
C’è da sperare, a questo punto, che almeno l’Accademia della Crusca, dopo «petaloso» non si modernizzi troppo, altrimenti addio lingua italiana. Anzi, ciaone.
di Brunella Bolloli
(Da liberoquotidiano.it, 21/4/2016).

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