Il cattivo inglese dei piloti

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Aeroporti. L'Agenzia per la sicurezza del volo accusa anche i controllori: «Non usano le frasi standard»

«II cattivo inglese dei piloti dietro le collisioni sfiorate»

L'Ansv: rischio di tragedie in pista per «problemi di comunicabilità tra torre ed equipaggi»

Marco Mostallino marco.mostallino@epolis.sm

Tredici inchieste aperte in Italia in meno di tre anni per altrettanti casi «gravi» di runway incursion, rischi di collisione tra aerei in atterraggio e decollo o in corsa sulla pista. Tredici tragedie scampate sulle quali indaga l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv). Spesso, si legge nella relazione 2005 dell'Ansv pubblicata nei mesi scorsi, alla radice di questi pericoli c'è il fatto che piloti e controllori non conoscono bene l'inglese.

«Nella gestione delle suddette situazioni (anormale e di emergenza), piloti e controllori del traffico aereo, oltre a non ricorrere alla fraseologia standard prevista per le circostanze, hanno a volte dimostrato una inadeguata conoscenza della lingua inglese, che ha determinato una non ottimale gestione delle situazioni in questione. Tale problematica- spiega l'Ansvc – è stata riscontrata anche in sede d'investigazione sugli aitprox (distanza ridotta tra aerei, ndr) e sulle runway incursion», ovvero invasioni di pista come quella che, avvenuta a Linate da parte di un piccolo aereo, provocò la morte di 118 persone, in gran parte passeggeri di un jet di linea della Sas, colpito dall'apparecchio privato. L'Ansv ha quindi emanato alcune “raccomandazioni” di sicurezza, proprio per prescrivere una migliore conoscenza dell'inglese e l'abolizione di alcune espressioni che danno luogo a problemi di comprensione tra la torre e i piloti. Ansv ricorda che «secondo i dati pubblicati da Eurocontrol (ente europeo, ndr) nel 60 per cento dei casi di runway incursion uno dei fattori contributivi è rappresentato da fraintendimenti nelle comunicazioni radio terra-bordo-terra». Altra causa di rischio, secondo quanto emerso dalle inchieste dell'Agenzia, è «l'apertura del mercato del lavoro a piloti di varie nazionalità» che «ha innescato, a livello di cabina di pilotaggio, problemi di comunicabilità tra i membri dell'equipaggio di condotta, a causa di una conoscenza della lingua inglese non sempre ottimale o per una non ottimale conoscenza della lingua nazionale dell'esercente». Per porre fine alla Babele l'Ansv osserva che «parrebbe quindi opportuno incrementare il livello di conoscenza minimo della lingua inglese per le varie figure che professionalmente operano nel trasporto aereo»

La chiave

1- Linate 2001: 118 vittime

l'8 ottobre 2001 un piccolo Cessna privato entra nella pista occupata da un Md87 della Sas. L'aereo di linea finisce contro un'hangar: le vittime sono 118

2- Il pericolo nello scalo

L'Ansv, nella relazione 2005, spiega che le runaway incursion, «le indebite occupazioni di pista sono state definite come uno dei maggiori rischi attuali per il trasporto aereo mondiale»

3- Dal 2001 110 casi

La relazione dell'Ansv spiega che tra 2001 e il 2005 negli aeroporti italiani ci sono stati 110 casi di invasioni di pista da parte di aerei non autorizzati per errore. I casi classificati «gravi» sono stati 13 negli ultimi 3 anni, mentre sono 21 negli anni tra 2001 e 2005.

E Polis Roma

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