IL CASO PARIGI . La svolta di Hollande: «Riduciamo lo Stato»?

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Cambio d’immagine per reagire al crollo nei sondaggi

IL CASO PARIGI

Francis Hollande ha martellato sulla coerenza, ma somiglia più a una svolta quella annunciata ieri all'Eliseo, alla sua prima conferenza stampa da presidente:la svolta del risanamento dei conti«a tappe forzate», della Francia in crisi, che non può più soltanto sopravvivere sui fasti del passata ma che deve fare i conti con la produttività «in calo da dieci anni», la Francia che dovrà «limitare la spesa pubblica»e rivedere «la protezione sociale»,la Francia che è in una situazione«seria», ma che non vede «nel declino il suo destino». Sei mesi dopo l'investitura nel segno del«cambiamento», accusato di immobilismo e malmenato da tutti i sondaggi, Hollande ha parlato di«riconquista». Il presidente «normale»che diceva di volere essere dopo il super-presidente Sarkòzy non c'è più, c'è il presidente «responsabile».

Ma la svolta non è solo nell'immagine. Il momento è «grave» (lo ha ripetuto più volte) e richiede «un presidente con la P maiuscola». Anche se l'unico annuncio lo ha dedicato alla politica estera, riconoscendo (la Francia è il primo paese) «la nuova coalizione nazionale siriana come unica rappresentante del popolo siriano», Hollande ha soprattutto cercato di dimostrare che al timone del paese c'è un capitano che segue una rotta, che sul fronte interno è quella della riduzione dei debiti«a tappe forzate». Ha evocato il tabù di una riforma dello Stato:«Dobbiamo essere capaci di fare meglio spendendo meno». Svolta particolarmente spettacolare, Hollande ha confermato un aumento dell'Iva di 0,4 punti (dal 19,6 al 20 per cento dal prossimo gennaio),facendo leva così sull'imposta più odiata dalla gauche.

L'EUROPA

Sul fronte europeo, Hollande ha ignorato le critiche per non aver approvato il fiscal compact senza aggiunte sulla crescita, e ha invece assicurato di aver dato «un altro orientamento all'Europa» : «È attraverso la solidarietà e non con un'austerità infinita che raggiungere mogli obiettivi di riduzione dei debiti pubblici». Solidarietà dunque alla Grecia: «il governo greco ha adottato un nuovo piano molto duro, si aspetta ora di ricevere il sostegno dell'Europa e del Fmi, un sostegno che è dovuto». E se si è tirato indietro sul voto agli extracomunitari alle elezioni municipali,ha invece sostenuto la legge sul matrimonio omosessuale:«sarà una legge di libertà, nemmeno la destra vorrà tornare indietro».

Francesca Pierantozzi 

Il Messaggero, 14-11-2012




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