Il "Big Bang" dell’Europa

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IL BIG BANG
Venticinque bandiere per la nuova Europa

L'Europa dei Venticinque è nata a mezzanotte e un minuto, salutata dai fuochi d'artificio che hanno illuminato la baia di Dublino Il cielo è stato clemente con le migliaia di persone che erano nelle strade a godersi lo spettacolo e la festa del «big bang» è andata avanti fino a tardi in attesa che oggi, alle 17,30 in punto, si consumi anche la cerimonia ufficiale. Quella con i capi di Stato e di governo dei Paesi vecchi e nuovi che, nella residenza del presidente della Repubblica irlandese, a Farmleigh House, appena fuori dalla capitale, parteciperanno a un alzabandiera senza precedenti. Ventisei cadetti dell'esercito isseranno i vessilli nazionali e quello tutto blu con le stelle dorate, che salirà sul suo pennone per ultimo accompagnato dall'Inno alla gioia di Beethoven. Così l'Unione avrà cambiato anche simbolicamente la sua immagine e comincerà il suo nuovo cammino. E' un cammino che tutti i leader europei, già ieri, prima di arrivare a Dublino, hanno indicato come non facile, certo, perché ci sono ancora tante divisioni da superare. Ma che «offre più occasioni che rischi», come ha detto il Cancelliere tedesco, Gerhard Schroeder, in un discorso al Bundestag che la tv ha trasmesso in diretta. Schroeder ha voluto rassicurare i suoi concittadini preoccupati soprattutto dal pericolo di una perdita di competitività per l'economia tedesca, già in difficoltà. E ha insistito sull'importanza della «realizzazione di un sogno di tante generazioni di europei». Dell'unificazione di «un'Europa degli uomini più che dei mercati» ha parlato il presidente francese, Jacques Chirac. Ottimista si è dichiarato anche Tony Blair che ha definito l'allargamento «un bene per l'Europa e per la Gran Bretagna» e ha previsto una Ue «più prospera, più sicura e più vicina agli Stati Uniti».Blair ha anche affrontato uno dei temi che oggi farà da sfondo alle cerimonie ufficiali, ma che sarà il cuore dei contatti informali: quello della Costituzione che il passaggio all'Europa dei Venticinque rende ancora più urgente. Blair ha detto che «le priorità dell'Inghilterra si stanno affermando», ma la partita è aperta e la tela dei contatti in vista di una ripresa formale delle trattative – che sembra imminente – è sempre più fitta. Ieri, sulla strada di Dublino, il nuovo primo ministro spagnolo, José Luis Zapatero, ha incontrato Chirac e, alla fine del colloquio, ha riferito che la Spagna è d'accordo con la Francia sull'importanza di chiudere «presto e bene» il negoziato sulla Costituzione. Ma sembra difficile che, già oggi, potranno essere presi impegni precisi nonostantela macchina della diplomazia sotterranea sia al lavoro senza soste.Anche i leader dei nuovi dieci Paesi partner arrivano a Dublino con grandi speranze. Per uno di loro, però, la festa ha un sapore amaro. Leszek Miller, il premier polacco, ha confermato che domani, 2 maggio, darà le dimissioni. «Lo scopo principale del mio governo è stato raggiunto e sono fiero di aver fatto entrare la Polonia nell' Unione europea», ha detto Miller che, dopo la spaccatura del suo partito (Alleanza della sinistra democratica), ha perso la maggioranza parlamentare ed è stato di fatto costretto a passare la mano. Il presidente polacco, Aleksander Kwasniewski, ha già annunciato che alla carica di premier sarà designato l'economista Marek Belka, reduce da Baghdad dove ha fatto parte del Comitato per la ricostruzione dell'Iraq. La famiglia europea è cresciuta e adesso deve fare i conti anche con tensioni che sembravano lontane e che ancora sono poco conosciute.Ma a Dublino nella festa del «Day of Welcomes» c'è anche una dose di tensione che si respira nelle strade pattugliate da cinquemila agenti di polizia che temono le proteste annunciate per oggi da diversi gruppi «no global» che contestano la guerra in Iraq e reclamano «un'Europa dei cittadini e non delle multinazionali». Già ieri c'è stato un assaggio delle manifestazioni con un corteo – pacifico – di un migliaio di persone. Ma oggi gli organizzatori contano di portare in strada molta più gente. Per ragioni di sicurezza, così, la gran parte dei leader europei raggiungerà con gli elicotteri la residenza di campagna della signora Mary McAleese, presidente della Repubblica d'Irlanda. Eccezionali le misure adottate anche per difendere la Farmleigh House: duemila militari sono accampati nel grande parco in cui sorge il palazzo.Le tensioni, comunque, non riducono il significato di questa giornata. Con l'ingresso di Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia, Cipro e Malta, la Ue realizza il più grande balzo della sua storia. Che, da domani, avrà anche un impatto immediato sulle strutture dell'Unione. Già lunedì a Strasburgo si riunirà l'Europarlamento con i 96 deputati designati dai nuovi Paesi partner che conquisteranno finalmente il diritto di voto dopo essere stati «osservatori» per mesi. E arriveranno anche 3400 nuovi funzionari e 500 «agenti temporanei» nella Commissione e nel Consiglio. Entreranno formalmente in carica anche i nuovi dieci commissari cooptati nell'esecutivo guidato da Romano Prodi. E' tutta la macchina dell'Europa dei Venticinque che, spenti i riflettori sulla festa del suo «big bang», comincia a mettersi in moto.

ENRICO SINGER, da Dublino
LA STAMPA, 01.05.2004, p. 8

Questo messaggio è stato modificato da: paola.alese, 04 Mag 2004 – 19:20 [addsig]




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