Il bagno romanzo dell’inglese

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L’INGLESE SI È FATTO UN BAGNO ROMANZO

di Gian Luigi Beccarla

Perché l’Inglese ci sembra lingua più abbordabile di altre ? A chi parla lingue romanze (Italiano, Francese, Spagnolo, ecc) l’Inglese sembra più facile, più trasparente del Tedesco, che è dello stesso ceppo, è lingua germanica al pari dell’Inglese. Eppure l’Inglese sembra particolarmente vicino agli orecchi europei, non si presenta del tutto “straniero”. Il fatto è che, dopo aver saccheggiato le lingue classiche, l’Inglese ha largamente saccheggiato le neolatine. Si pensi che il 27% del suo vocabolario è di origine francese. I suoi originari connotati germanici li ha annacquati “in un prolungato bagno romanzo”, e questo non l’ ha affatto infiacchito, anzi l’intensa ibridazione, scrive Pier Marco Bertinetto, “ha molto contribuito a fare di questa lingua lo straordinario strumento di conquista che oggi è divenuto”.

Sin dal Rinascimento ha attinto direttamente (o indirettamente, tramite il Francese) gran messe di vocaboli dal Latino. Ed è pure colmo di Greco, quel Greco che già secoli addietro aveva aiutato il Latino a diventare “lingua universale” supplendo alla sua “povertà” (soprattutto nel campo della filosofia), l’ egestas patrii sermonis.

L’Inglese non ha conosciuto difese puristiche, momenti di autarchia linguistica. Ha tranquillamente inglobato prestiti in gran quantità dalle lingue di tutto il mondo. E questa profonda ibridazione l’ ha enormemente arricchito.

A ragione Leopardi, nello Zibaldone, ammoniva che rifiutare parole forestiere, quelle “necessarie” e insostituibili, significa volersi isolare dal mondo: “Rinunziare a sbandire una nuova parola, una sua nuova significazione (per forestiera o barbara che ella sia), quando la nostra lingua non abbi l’equivalente, e non l’abbia così precisa, e ricevuta in quel proprio e determinato senso; non è altro, e non può esser meno che rinunziare o sbandire, e trattar da barbara e illecita una nuova idea e un nuovo concetto dello spirito umano”.

Non si potrebbe dir meglio. E prima di lui Machiavelli nel “Discorso intorno alla nostra lingua” scriveva: “Non si può trovare una lingua che parli ogni cosa per sé senza aver accattato da altri”.

(Dal supplemento “Tuttolibri”, La Stampa, 5/2/2005).

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2 Commenti

Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

L’INGLESE SI È FATTO UN BAGNO ROMANZO<br /><br />
di Gian Luigi Beccarla<br /><br />
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Perché l’Inglese ci sembra lingua più abbordabile di altre ? A chi parla lingue romanze (Italiano, Francese, Spagnolo, ecc) l’Inglese sembra più facile, più trasparente del Tedesco, che è dello stesso ceppo, è lingua germanica al pari dell’Inglese. Eppure l’Inglese sembra particolarmente vicino agli orecchi europei, non si presenta del tutto “straniero”. Il fatto è che, dopo aver saccheggiato le lingue classiche, l’Inglese ha largamente saccheggiato le neolatine. Si pensi che il 27% del suo vocabolario è di origine francese. I suoi originari connotati germanici li ha annacquati “in un prolungato bagno romanzo”, e questo non l’ ha affatto infiacchito, anzi l’intensa ibridazione, scrive Pier Marco Bertinetto, “ha molto contribuito a fare di questa lingua lo straordinario strumento di conquista che oggi è divenuto”.<br /><br />
Sin dal Rinascimento ha attinto direttamente (o indirettamente, tramite il Francese) gran messe di vocaboli dal Latino. Ed è pure colmo di Greco, quel Greco che già secoli addietro aveva aiutato il Latino a diventare “lingua universale” supplendo alla sua “povertà” (soprattutto nel campo della filosofia), l’ egestas patrii sermonis.<br /><br />
L’Inglese non ha conosciuto difese puristiche, momenti di autarchia linguistica. Ha tranquillamente inglobato prestiti in gran quantità dalle lingue di tutto il mondo. E questa profonda ibridazione l’ ha enormemente arricchito.<br /><br />
A ragione Leopardi, nello Zibaldone, ammoniva che rifiutare parole forestiere, quelle “necessarie” e insostituibili, significa volersi isolare dal mondo: “Rinunziare a sbandire una nuova parola, una sua nuova significazione (per forestiera o barbara che ella sia), quando la nostra lingua non abbi l’equivalente, e non l’abbia così precisa, e ricevuta in quel proprio e determinato senso; non è altro, e non può esser meno che rinunziare o sbandire, e trattar da barbara e illecita una nuova idea e un nuovo concetto dello spirito umano”.<br /><br />
Non si potrebbe dir meglio. E prima di lui Machiavelli nel “Discorso intorno alla nostra lingua” scriveva: “Non si può trovare una lingua che parli ogni cosa per sé senza aver accattato da altri”.<br /><br />
(Dal supplemento “Tuttolibri”, La Stampa, 5/2/2005).<br /><br />
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Daniela Giglioli
Daniela Giglioli

L’INGLESE SI È FATTO UN BAGNO ROMANZO<br /><br />
di Gian Luigi Beccarla<br /><br />
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Perché l’Inglese ci sembra lingua più abbordabile di altre ? A chi parla lingue romanze (Italiano, Francese, Spagnolo, ecc) l’Inglese sembra più facile, più trasparente del Tedesco, che è dello stesso ceppo, è lingua germanica al pari dell’Inglese. Eppure l’Inglese sembra particolarmente vicino agli orecchi europei, non si presenta del tutto “straniero”. Il fatto è che, dopo aver saccheggiato le lingue classiche, l’Inglese ha largamente saccheggiato le neolatine. Si pensi che il 27% del suo vocabolario è di origine francese. I suoi originari connotati germanici li ha annacquati “in un prolungato bagno romanzo”, e questo non l’ ha affatto infiacchito, anzi l’intensa ibridazione, scrive Pier Marco Bertinetto, “ha molto contribuito a fare di questa lingua lo straordinario strumento di conquista che oggi è divenuto”.<br /><br />
Sin dal Rinascimento ha attinto direttamente (o indirettamente, tramite il Francese) gran messe di vocaboli dal Latino. Ed è pure colmo di Greco, quel Greco che già secoli addietro aveva aiutato il Latino a diventare “lingua universale” supplendo alla sua “povertà” (soprattutto nel campo della filosofia), l’ egestas patrii sermonis.<br /><br />
L’Inglese non ha conosciuto difese puristiche, momenti di autarchia linguistica. Ha tranquillamente inglobato prestiti in gran quantità dalle lingue di tutto il mondo. E questa profonda ibridazione l’ ha enormemente arricchito.<br /><br />
A ragione Leopardi, nello Zibaldone, ammoniva che rifiutare parole forestiere, quelle “necessarie” e insostituibili, significa volersi isolare dal mondo: “Rinunziare a sbandire una nuova parola, una sua nuova significazione (per forestiera o barbara che ella sia), quando la nostra lingua non abbi l’equivalente, e non l’abbia così precisa, e ricevuta in quel proprio e determinato senso; non è altro, e non può esser meno che rinunziare o sbandire, e trattar da barbara e illecita una nuova idea e un nuovo concetto dello spirito umano”.<br /><br />
Non si potrebbe dir meglio. E prima di lui Machiavelli nel “Discorso intorno alla nostra lingua” scriveva: “Non si può trovare una lingua che parli ogni cosa per sé senza aver accattato da altri”.<br /><br />
(Dal supplemento “Tuttolibri”, La Stampa, 5/2/2005).<br /><br />
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