Identità italiana: no al SCN obbligatorio, difendiamo istruzione e creatività in lingua italiana.

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«Per fare gli italiani il Servizio Civile va potenziato ma deve rimanere volontario e non obbligatorio perché dev’essere una scelta di libertà così come quella della lingua straniera, che è e deve rimanere concetto legato alla pluralità delle lingue e non monopolizzato dall’inglese a danno dello stesso italiano e delle altre lingue» replica così Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, a Renzi che lancia l’idea di rendere obbligatorio il servizio civile nazionale con l’obbiettivo di creare senso di appartenenza, identità e comunità.
«Oggi l’identità italiana è messa a rischio anzitutto dall’occupazione linguistica inglese. Sempre più atenei istigano all’espatrio, a perdere ogni speranza di lavorare in Italia, inculcando ai giovani la rinuncia allo studio nella propria linguamadre, considerando lo studio in inglese superiore. 
Iniziative come quella dell’obbligatorietà dello studio dell’Inno di Mameli o, peggio, quella dell’obbligatorietà del Servizio Civile Nazionale, sono mistificatorie foglie di fico di fronte alla vergogna di una classe dirigente che, indipendentemente dall’età, ha creato sudditanza psicologica e culturale, italiana ed europea, di fronte all’americanizzazione e all’inglesizzazione veri e propri processi d’occupazione mondiale» ha continuato Pagano.

«Bisogna rafforzare e valorizzare la ricerca, la cultura, la creatività italiana e in lingua italiana fino a raggiungere livelli rinascimentali e, nel contempo, chiudere la stagione del Dopoguerra introducendo la lingua federale europea quale atto costitutivo degli Stati Uniti d’Europa e di democrazia linguistica mondiale» ha concluso il Segretario dell’ERA.




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