Iberia

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La proposta del Nobel Saramago: fondiamo le due nazioni, chiamiamole Iberia

“Uniamo Spagna e Portogallo”

di Alessandro Oppes

Il Portogallo inglobato dalla Spagna, una grande penisola con un solo paese che potrebbe, chissà, chiamarsi Iberia… José Saramago predice l’imminente scomparsa del suo paese d’origine. “Credo che finiremo per integrarci”, sentenzia. “Quando guardiamo alla penisola iberica, che cosa osserviamo? Osserviamo un insieme, che non è diviso in pezzetti, che è un tutto unico composto di nazionalità, in alcuni casi di lingue diverse, ma che ha vissuto più o meno in pace. In caso d’integrazione, che cosa succederebbe?”, si chiede Saramago. “Non smetteremmo di parlare portoghese, non smetteremmo di scrivere nella nostra lingua, e certamente con dieci milioni di abitanti avremmo tutto da guadagnare in termini di sviluppo in questo tipo di avvicinamento e di integrazione territoriale, amministrativa e strutturale”… “Saremmo, allora, una provincia della Spagna?”, gli chiede il giornalista del “Diario de Noticias”. “Sarebbe proprio questo”, risponde Saramago senza esitazione. “Abbiamo già l’Andalusia, la Catalogna, il Paese Basco, la Galizia e la Castiglia La Mancha, e avevamo il Portogallo. Probabilmente la Spagna dovrebbe cambiare nome e passare a chiamarsi Iberia”. Lo scrittore è convinto che i portoghesi accetterebbero la fusione tra i due paesi. “Non è una cessione, non si tratta di far fuori un paese: continuerebbe a esistere in altro modo. Ripeto che non si smetterebbe di parlare, di pensare e di sentire in portoghese. Saremmo quello che i catalani vogliono essere e saranno in Catalogna”…

(Da La Repubblica, 16/7/2007).

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