I terps

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Sono i “terps”, eroi senza volto, gli interpreti iracheni delle truppe inglesi e americane Londra accusata di abbandonarli come i vietnamiti a Saigon.

Al Qaida ne ha uccisi a centinaia

di Giulio Meotti

…Nei giorni scorsi le immagini della caduta di Saigon sono ricomparse sulle prime pagine dei quotidiani anglosassoni accompagnate da una domanda: cosa accadrà agli iracheni che hanno “collaborato” con gli stranieri? Nello slang dei marine sono i “terps”, i terroristi invece li chiamano “aameel”, spie, agenti e traditori. E’ la legione di nativi iracheni cha traducono dall’arabo per l’esercito del generale David Petraeus…Il Times scrive che il governo Brown avrebbe ignorato le pressanti richieste di asilo da parte dei traduttori che prestano servizio per le forze britanniche.. Il giornale cita il caso di un giovane interprete, che ha lavorato fino al 2004 con le truppe inglesi e desideroso di iniziare una nuova vita nel Regno Unito. Il giovane si è sentito rispondere dai funzionari che non gli sarà concesso alcun trattamento di favore…

Sono già sessanta i traduttori iracheni assassinati mentre prestavano servizio per gli inglesi. Per 750 sterline al mese si assumono lo stesso rischio del contingente britannico che controlla il sud del paese. Il viceministro degli Esteri iracheno, Mohammad al Haj Hamoud, ha detto che “stiamo parlando di persone che fanno volontariamente i traduttori Le loro vite sono in pericolo e gli inglesi hanno l’obbligo morale e umanitario di fare qualcosa”…

Alì ha lavorato con gli inglesi prima ad Amara e poi a Bassora. “Ho un messaggio per Gordon Brown: trattaci come tratteresti i tuoi”. Molti interpreti degli americani sono giordani per non mettere a rischio la vita della famiglia. “L’esercito americano cerca traduttori giordani” recita un poster che gli Stati Uniti hanno affisso ad Amman. Il Pentagono dichiara che sebbene gli Stati Uniti abbaino 17 mila truppe addestrate a parlare arabo, farsi, urdu e hindi, le guerre del post 11 settembre richiedono una maggiore presenza di traduttori. Così è in corso di formazione la Civilian Linguist Reserve, una nuova unità di civili americani disposta a tradurre per le truppe nei fronti militari. Sono oltre 648 i traduttori iracheni uccisi mentre servivano l’esercito americano dall’inizio della guerra. Le Nazioni Unite stimano che circa 20 mila iracheni, fra traduttori e corpo civile che lavora nelle basi americane, avrà bisogno di protezione e visti a partire dalla riduzione delle truppe… La maggior parte degli interpreti sono forniti dalla Titan Corporation, la compagnia di San Diego sotto contratto con il Pentagono per un totale di quattro miliardi di dollari. La Titan ha perso 257 uomini al fronte…

Quando alla fine di giugno i soldati americani sono entrati da liberatori a Baquba , gli interpreti tradussero i pianti delle donne con in mano le foto dei figli scomparsi, portati via dai terroristi. Dietro ogni incursione americana nella provincia di Anbar c’è il lavoro di un interprete. Le mogli intascano un assegno che copre la metà dello stipendio del marito ucciso…. “I terps sono sospesi in un limbo”, dice Enrique Kelly, un manager della Titan. “Gli sciiti li odiano, i sunniti li odiano, gli americani non si fidano perché li considerano infiltrati”. Sono loro che hanno aperto le porte agli invasori, distribuendo le chiavi della cultura, della lingua e della mentalità araba… Senza i traduttori, gli americani sarebbero sordi. L’interprete è presente durante interviste, meeting e conferenze. Legge i documenti rinvenuti nelle “case sicure” dei terroristi, lavora dodici ore al giorno, sette giorni su sette, è a contatto con il tribalismo arabo…

La guerra di al Qaida agli interpreti fa parte di una più vasta campagna di svuotamento delle università da linguisti e arabisti. Dopo aver ucciso il filologo Kamal al Jarrah, direttore del ministero dell’Educazione, i terroristi hanno abbattuto Khalil al Zahawi, il principale cultore dell’arte della scrittura in caratteri arabi. Per studiare con lui gli studenti arrivavano da tutto il medio oriente. Vengono colpiti gli studenti di aramaico, lingua parlata al tempo di Gesù e bollata come propria degli “infedeli crociati”. Quando l’esercito americano ha iniziato a tenere i corsi di arabo ai soldati, i terroristi hanno ucciso Abdul Munim Younis, capo del dipartimento traduzione dell’Università di Mosul. “Rischiano la vita per noi” dice il sergente Shelaine Tuytschaevers. “E’ più che tradurre, vedono ciò che noi non vediamo. Non posso dirle quanti americani hanno salvato”…

(Da Il Foglio, 14/8/2007).

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