I DOCENTI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA NON DI RUOLO: IN SVIZZERA SEMPRE PIÙ PRECARI NONOSTANTE IL NOSTRO IMPEGNO E IL SUCCESSO DEI CORSI

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MERCOLEDÌ 13 LUGLIO 2011 11:26

BERNA aise – "La situazione degli insegnanti non di ruolo, cioè degli insegnanti dei corsi di lingua e cultura italiana assunti in loco dagli Enti Gestori, è sempre più caratterizzata da una crescente precarietà che lede il diritto del lavoro e punisce il forte impegno che essi hanno sempre profuso per il successo dei corsi". Così Rosanna Chirichella e Rosa Frasci, a nome dei docenti non di ruolo dei Corsi di Lingua e Cultura italiana in Svizzera, in una nota in cui denunciano fra l'altro che, "a fronte della grave crisi economica che ha comportato pesanti tagli ai bilanci degli Enti Gestori, si continua a favorire l'arrivo dall'Italia di docenti di ruolo e non di ruolo, anche aumentando il contingente MAE".Una pratica, questa, che, si legge nella nota, "comporta per lo Stato un notevole aggravio di spesa visto che le differenze salariali tra insegnanti MAE e insegnanti degli Enti Gestori è più che consistente".
Gli insegnanti denunciano inoltre che, "mentre gli insegnanti assunti in loco hanno tutto l'interesse a favorire la partecipazione degli alunni ai corsi, non sempre e non per tutti i docenti e supplenti MAE vi è un pari impegno, se non altro perché gli stessi – in caso di perdita di alunni e chiusura dei corsi – hanno pur sempre la garanzia di avvalersi di altre possibilità, per esempio i corsi che vengono tolti ai docenti degli Enti Gestori". Senza contare, aggiungono Chirichella e Frasci, che "in molti casi i supplenti ministeriali inviati dall’Italia non possiedono neanche il requisito della conoscenza della lingua locale, requisito richiesto come obbligatorio in tutta la Svizzera".

"Gli insegnanti non di ruolo hanno contribuito fin dal 1993 alla salvaguardia dei corsi di lingua e cultura italiana nonostante le marcate sperequazioni di trattamento", rammenta la nota, che poi conclude: "la superficialità che il MAE e la sua Amministrazione mostrano nei loro confronti è grave e incomprensibile perché gli insegnanti assunti in loco garantiscono con i fatti la continuità didattica e hanno un'ottima conoscenza del territorio e della lingua locale". (aise)




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