I 10 termini da buttare del gergo calcistico.

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Calcio.

I 10 termini da buttare del gergo calcistico.

Le parole più fastidiose del nuovo linguaggio del calcio.

Ma come parliamo? Osservando l’evoluzione del gergo calcistico è facile accorgersi dell’affermazione di termini, frasi fatte e luoghi comuni che, se analizzati attentamente, non sembrano avere molto a che fare con la cara e vecchia lingua italiana. “La semplicità è la gloria dell’espressione” diceva Walt Whitman. Chissà cosa avrebbe pensato il celebre scrittore statunitense di fronte ai nuovi termini che dipingono la realtà calcistica di oggi. Espressioni che entrano nel nostro vocabolario perché vanno di moda ma che andrebbero abolite, cancellate, chiuse nel cassetto dei ricordi e mai più utilizzate. Sono parole seccanti e fastidiose all’ascolto, parole di cui potremmo sicuramente fare a meno. Eccone una breve antologia aperta ovviamente al contributo di tutti.

1. Tanta Roba

Termine ormai diffuso per esaltare le gesta di qualcuno o qualcosa. “Questo attaccante è tanta roba”. “Questa squadra è tanta roba”. Roba? Quale roba? Non è meglio un semplice “forte” o “bravo”?

2. Manona, Portierone…

Il suffisso accrescitivo -one/-ona va di gran moda. “Il portierone” ci arriva con la “manona”. Ma perché? Se il portiere è bravo non serve dipingerlo come portierone. E la sua mano è normale, dire “manona” non ne esalta le capacità.

3.Perfetta parità

La parità è sempre perfetta. Non ci sono dubbi al riguardo. Avete mai visto una parità imperfetta?

4. Alzare l’asticella

Ormai è un ‘must’. L’espressione “alzare l’asticella” si usa sempre e comunque per indicare un incremento delle difficoltà da superare o degli obiettivi che si desidera raggiungere. Un po’ in disuso ma sempre in agguato l’equivalente “buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

5. Falso nueve

Un termine venuto alla ribalta con il Barça di Guardiola è “falso nueve”. “Il nostro centravanti? E’ lo spazio”, dichiarò il tecnico di Santpedor in un’intervista. Una filosofia, più che una tattica, per innescare gli inserimenti alle spalle appunto di un finto centravanti. Geniale. Ma irritante per il numero di squadre che tentano invano di riproporre questo schema.

6. Tiki taka

Altro termine strettamente collegato al “falso nueve” è il “tiki taka”, tipico fraseggio di quel Barça dei record, ormai usato a sproposito, anche quando una squadra di Lega Pro completa 3 passaggi consecutivi.

7. In the box

Continua l’importazione esagerata e inutile di termini stranieri. “Lancio lungo, tutti in the box!”. Parlando semplicemente di “area di rigore” si rischia la banalità? Non fa niente.

8. Attaccare lo spazio

Un’espressione di gran moda in questi ultimi anni è “attaccare lo spazio”. Tranquilli, i giocatori non sono diventati improvvisamente degli eroi di Star Wars. Continuano a fare quello che hanno sempre fatto: si smarcano e vanno in profondità.

9. Cantera

Nello spagnolismo dilagante non poteva mancare l’uso esagerato e fastidiosissimo della parola “cantera”. E’ così che i nostri giovani diventano “canterani”. Ma termini come “giovanili” o “vivaio” li abbiamo proprio dimenticati?

10. Imbucata

Chiudiamo la lista (che potrebbe essere molto più lunga) con il termine “imbucata”. Prima si imbucavano le lettere, o si imbucava la pallina da golf. Da un paio di anni sembra che non si possa parlare di calcio senza inondare il discorso di “imbucate”, “centrali” o “laterali” ma anche “morbide” o “fulminee”. Passaggi no?
(Da corrieredellosport.it, 23/9/2015).

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